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Legge 68/99: l'inclusione lavorativa delle categorie protette

MARTEDÌ 21 NOVEMBRE 2023 | Lascia un commento
Scritto da Tatiana Sannio
L'avanzamento della società è spesso misurato dalla sua capacità di abbracciare la diversità e garantire opportunità lavorative a tutti. In questa prospettiva, la legge italiana si è dotata di strumenti significativi per promuovere e garantire l'inserimento professionale delle categorie protette. Oggi parleremo approfonditamente della normativa di riferimento, mettendo in luce i dirittitutele e procedure. Dopo una panoramica delle categorie coinvolte, esamineremo le procedure per l'inserimento lavorativo e il ruolo cruciale degli enti preposti. Esploreremo poi il concetto di collocamento mirato, gli obblighi dei datori di lavoro, le modalità di assunzione. Infine, daremo uno sguardo approfondito agli incentivi fiscali e alle agevolazioni per le imprese che adottano politiche inclusive.


1. Categorie Protette e inserimento nel mondo del lavoro

La legge 12 marzo 1999, n. 68, è il fondamento normativo che distingue i lavoratori appartenenti alle categorie protette in "disabili" e "altre categorie". I disabili includono invalidi civili, invalidi del lavoro, non vedenti, non udenti, invalidi di guerra, civili di guerra, e invalidi di servizio. Altre categorie protette includono orfani, coniugi superstiti, soggetti equiparati, profughi italiani rimpatriati, e altri. I Servizi Provinciali, individuati dalle singole Regioni, sono incaricati dell'inserimento professionale di queste categorie.

2. Normativa di riferimento: 

La normativa principale per l'avviamento al lavoro delle categorie protette è la legge 12 marzo 1999, n. 68, insieme al D.P.R. 10.10.2000 n. 333. Altre leggi pertinenti includono la legge del 23 novembre 1998, n. 407, la legge 29 marzo 1985, n. 113, il D.Lgs. 30.03.2001, n. 165, il decreto legge 6 luglio 2010, n. 102, e la legge 11 marzo 2011, n. 125.

3. Collocamento mirato

Il collocamento mirato, secondo l'art. 2 della legge 12 marzo 1999, n. 68, comprende gli strumenti finalizzati a promuovere l'inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità. Ciò include servizi di sostegno e azioni positive per risolvere problemi legati agli ambienti di lavoro e alle relazioni interpersonali.

4. Documenti necessari per l'attestazione di appartenenza:

I documenti variano a seconda della categoria. Ad esempio, per gli invalidi civili e i sordomuti, è richiesto un verbale di invalidità civile con percentuale uguale o superiore al 46%. Per gli invalidi del lavoro, è necessario un verbale di invalidità rilasciato dall'Inail con percentuale superiore al 33%. La documentazione per altre categorie varia di conseguenza.

5. Obblighi dei datori di lavoro

La legge impone ai datori di lavoro pubblici o privati l'obbligo di riservare una quota di assunzioni alle categorie protette. Per le Pubbliche Amministrazioni con più di 50 dipendenti, la quota è del 7% per gli invalidi e dell'1% per altri. La legge stabilisce inoltre l'obbligo di inviare un prospetto informativo annuale al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

6. Modalità di assunzione:

 Le assunzioni nelle categorie protette avvengono tramite chiamata numerica, gestita dagli uffici provinciali competenti. Le liste di collocamento sono utilizzate per selezionare i candidati idonei. Per le vittime del terrorismo e altre categorie specifiche, esistono procedure speciali.



Incentivi per le aziende che assumono le Categorie Protette

Un aspetto cruciale da considerare nell'assunzione di lavoratori appartenenti alle categorie protette è rappresentato dagli incentivi e dagli sgravi fiscali che le aziende possono godere. Queste agevolazioni, concesse dall'INPS alle imprese che ne facciano richiesta, sono strettamente legate all'imponibile previdenziale, il quale varia in base al grado di invalidità riconosciuto al dipendente dalla Commissione Medica.

Per un periodo di tempo determinato, le aziende che scelgono di assumere categorie protette possono beneficiare di significativi sgravi fiscali. Attualmente, tali agevolazioni prevedono uno sgravio di 5 anni, con differenti percentuali in relazione alla ridotta capacità lavorativa del dipendente:

  • 70% della retribuzione mensile imponibile per fini previdenziali: Per dipendenti con ridotta capacità lavorativa superiore al 79%.
  • 35% della retribuzione mensile imponibile per fini previdenziali: Per dipendenti con ridotta capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%.

Inoltre, è importante sottolineare che per le assunzioni di almeno 1 anno a tempo indeterminato/determinato delle Categorie Protette, con disabilità intellettiva e psichica sopra al 45%, è previsto uno sgravio di 60 mesi pari al 70% della retribuzione mensile imponibile.

Questi incentivi non solo rappresentano un supporto finanziario per le aziende ma dimostrano anche l'impegno nella promozione dell'inclusione lavorativa, contribuendo così a costruire un ambiente di lavoro equo, sostenibile e diversificato. La scelta di assumere categorie protette non solo risponde a principi di responsabilità sociale, ma può anche tradursi in un vantaggio strategico per le imprese che mirano a un futuro più inclusivo e prospero.

Per concludere...

La Legge 68/99 emerge come un pilastro cruciale per la protezione e l'inclusione di categorie di lavoratori che si trovano in condizioni svantaggiate e vulnerabili. Attraverso l'analisi delle disposizioni esaminate, emerge chiaramente come l'applicazione di tali normative non solo possa migliorare significativamente la qualità di vita dei lavoratori appartenenti a queste categorie, ma possa anche fungere da catalizzatore di positivi cambiamenti all'interno degli ambienti lavorativi.

L'impegno verso un ambiente lavorativo più equo, inclusivo e diversificato non solo rispecchia i principi fondamentali di giustizia sociale, ma si traduce anche in vantaggi concreti per le imprese. La diversità, infatti, non solo arricchisce la cultura aziendale, ma favorisce anche l'innovazione e la creatività, elementi chiave per la crescita e la sostenibilità aziendale nel contesto sempre mutevole della società moderna.

La piena attuazione delle disposizioni della Legge 68/99, non è solo un atto di conformità normativa, ma un passo concreto verso una società e un mondo del lavoro che valorizzano la diversità come risorsa preziosa per il progresso e il benessere collettivo.

 

 



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