Il 2026 si apre con segnali incoraggianti per il mercato del lavoro italiano. Secondo le analisi dell'Osservatorio sulle retribuzioni di Hunters Group, le buste paga in Italia registrano una crescita media del 2,6%. Tuttavia, questo aumento non è distribuito in modo uniforme: il mercato sta premiando con decisione i profili ibridi, capaci di unire competenze tecniche verticali a una visione strategica su temi come la sostenibilità e l'innovazione digitale.
Le figure d'oro: sostenibilità ed energia
I settori legati alla transizione ecologica e all'energia sono quelli che mostrano le punte retributive più interessanti. La figura dell'ESG Manager, responsabile dell'impatto ambientale e sociale dell'azienda, è diventata centrale nelle strategie corporate, con stipendi che possono toccare i 120.000 euro lordi annui.
Ancora più ricercato è il Renewable Project Manager, colonna portante della transizione energetica, per il quale le retribuzioni possono arrivare a 130.000 euro. Anche nel mondo della manifattura si assiste a una rivalutazione delle competenze: un Plant Manager senior, figura chiave per la gestione dei siti produttivi moderni, può oggi superare agevolmente i 90.000 euro annui.
Finanza e assicurazioni: i vertici del mercato
Se guardiamo ai settori bancario e assicurativo, i livelli retributivi salgono ulteriormente, spinti dalla necessità di gestire patrimoni e relazioni in contesti sempre più complessi.
Un Private Banker senior può raggiungere una retribuzione di 250.000 euro lordi annui, posizionandosi tra i top performer del mercato. Anche i Relationship Manager esperti vedono crescere il proprio valore contrattuale, con compensi che oscillano mediamente tra i 95.000 e i 180.000 euro.

L'evoluzione dei ruoli di supporto e del settore sanitario
Una delle sorprese più rilevanti del 2026 riguarda l'evoluzione dell'Executive Assistant senior. Questo ruolo, non più inteso come mero supporto operativo ma come vero e proprio braccio destro strategico della direzione, può arrivare a guadagnare fino a 100.000 euro.
Sul fronte pubblico e sanitario, i rinnovi contrattuali stanno portando benefici attesi da tempo per il personale non medico. Biologi, fisici, chimici e farmacisti impegnati nel Servizio Sanitario Nazionale vedono finalmente adeguamenti che riconoscono l'alto valore specialistico delle loro mansioni, contribuendo a ridurre il gap rispetto al settore privato.
Skill ibride: la chiave per la crescita salariale
Il dato che emerge con forza dall'articolo è che il mercato italiano del 2026 non cerca più solo specialisti, ma figure capaci di trasformare la competenza tecnica in un asset di valore. I profili ibridi, ovvero coloro che sanno integrare know-how tecnologico, gestione della governance e sensibilità verso la sostenibilità, sono quelli che detengono il maggior potere negoziale.
Per questi professionisti, l'aumento dello stipendio non è solo un adeguamento all'inflazione, ma il riconoscimento di una rarità di mercato che le aziende sono disposte a pagare profumatamente per rimanere competitive.