“Cercasi personale con esperienza.” Se stai cercando il tuo primo lavoro, o vuoi cambiare settore, quella riga in fondo agli annunci la conosci bene. E la domanda nasce spontanea: come faccio a fare esperienza, se per lavorare mi chiedono di averla già?
Per fortuna non tutti gli annunci funzionano così. Ci sono lavori in cui conta di più la voglia di imparare, e ci sono contratti pensati apposta per chi parte da zero. Vediamo da dove si può cominciare e come presentarsi quando il curriculum è ancora quasi vuoto.
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In molti ruoli quello che serve davvero si impara nelle prime settimane, affiancati da qualcuno più esperto. Chi seleziona guarda soprattutto alla disponibilità, all’affidabilità e alla capacità di stare con le persone.
Bar, ristoranti e strutture ricettive sono da sempre una delle porte d’ingresso più comuni nel mondo del lavoro: cameriere, barista, aiuto in cucina, addetto all’accoglienza. È anche l’ambito in cui in questo periodo si concentrano più opportunità. Secondo il comunicato Unioncamere-Excelsior del 19 ottobre 2026, alloggio, ristorazione e servizi turistici sono al primo posto per entrate programmate dalle imprese, con circa 94.500 ingressi previsti, e rientrano tra gli ambiti con la crescita più sostenuta.
Commesso, cassiere, addetto al rifornimento degli scaffali: sono ruoli in cui si impara molto in fretta e che insegnano competenze utili ovunque, come il rapporto con i clienti e la gestione dei momenti di maggiore lavoro. Con le feste in arrivo è un buon momento per cercare: sul blog trovi il nostro approfondimento sui lavori di Natale.
Preparazione degli ordini, smistamento, carico e scarico. Sono attività che spesso si svolgono su turni e richiedono soprattutto precisione e resistenza fisica. Per le consegne, naturalmente, serve la patente adeguata al mezzo.
Hostess, promoter, addetto agli stand, operatore di assistenza clienti al telefono o in chat. Qui la vera competenza richiesta è la comunicazione, e chi ha un buon modo di porsi parte già avvantaggiato.
Oltre agli annunci, ci sono due strumenti nati proprio per chi deve ancora formarsi. Vale la pena conoscerli, perché sono tra i modi più concreti per entrare in un settore.
Molti lo immaginano come un contratto “di serie B”, e invece è l’opposto. Come spiega il Ministero del Lavoro, l’apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. Significa che lavori, vieni pagato e intanto impari il mestiere con un percorso di formazione.
Esistono tre tipi di apprendistato. Quello più diffuso è il professionalizzante, che serve ad apprendere un mestiere o a ottenere una qualifica ed è rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni compiuti. Gli altri due sono l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, dai 15 ai 25 anni, e quello di alta formazione e ricerca, dai 18 ai 29 anni. La disciplina è contenuta nel Decreto Legislativo 81/2015.
Il tirocinio extracurriculare è un periodo di formazione e orientamento in azienda, pensato per chi ha finito gli studi o cerca un primo inserimento. Non è un rapporto di lavoro, ma prevede un’indennità di partecipazione mensile. Secondo le linee guida nazionali del 2017 la sua durata, di norma, non può superare i dodici mesi, mentre le regole di dettaglio, compreso l’importo dell’indennità, le stabilisce ciascuna Regione. Prima di accettare, conviene quindi controllare la disciplina della propria Regione.
Spesso un tirocinio ben fatto è l’occasione per farsi conoscere da un’azienda e, a volte, per restarci. Ma è utile sapere fin dall’inizio che si tratta di formazione, non di un contratto.
Un CV con poche esperienze non è un CV vuoto. Tutto quello che hai fatto racconta qualcosa di te, e vale la pena metterlo in evidenza.
Parti dalla formazione, scrivendo il titolo di studio ma anche eventuali progetti, stage scolastici o corsi seguiti. Poi aggiungi le esperienze informali: un lavoretto estivo, le ripetizioni, l’aiuto nell’attività di famiglia, il volontariato, lo sport di squadra. Sono tutte occasioni in cui hai imparato a rispettare orari, collaborare e prenderti delle responsabilità.
Indica le lingue che conosci, le competenze digitali e la patente, se ce l’hai. E metti bene in vista la tua disponibilità: orari, turni, weekend, possibilità di spostarti. Per molti dei lavori di cui abbiamo parlato è proprio l’informazione che chi seleziona cerca per prima. Sul blog trovi anche una guida per aggiornare il curriculum.

Quando hai poco da mettere nel CV, il messaggio che lo accompagna conta ancora di più. Scrivi poche righe chiare in cui spieghi perché ti interessa proprio quel lavoro e cosa puoi offrire da subito: voglia di imparare, flessibilità, puntualità. Sul blog trovi una guida su cosa scrivere nella mail di candidatura.
Non limitarti agli annunci che chiedono “nessuna esperienza”: se un ruolo ti interessa e hai le basi, candidati comunque e spiega con onestà da dove parti. E se c’è un negozio, un locale o un’azienda in cui ti piacerebbe lavorare ma non ci sono annunci aperti, puoi proporti con una candidatura spontanea.
Ogni carriera è cominciata da un primo lavoro fatto senza esperienza. Quello che conta, all’inizio, è entrare: imparare un mestiere, capire cosa ti piace e cosa no, e costruire passo dopo passo il curriculum che domani ti aprirà altre porte.
Su AppLavoro puoi cercare tra gli annunci attivi, creare il tuo profilo, caricare il CV e candidarti alle offerte più adatte a te, anche se sei alla tua prima esperienza.
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Fonti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, scheda “Apprendistato”; Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81, artt. 41-47; Accordo Stato-Regioni del 25 maggio 2017, Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento; Unioncamere, comunicato “Lavoro: 539mila entrate programmate dalle imprese a ottobre (+3,7%)” del 19 ottobre 2026, dati Sistema Informativo Excelsior.