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La riforma del lavoro nella Legge di Bilancio 2026: una guida alle nuove misure

LUNEDÌ 26 GENNAIO 2026 | Lascia un commento
Foto La riforma del lavoro nella Legge di Bilancio 2026: una guida alle nuove misure
Scritto da Marco Fior

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una serie di importanti interventi strutturali che hanno l’obiettivo di stabilizzare il mercato del lavoro italiano, con una particolare attenzione sul sostegno al reddito e sull’incentivazione delle assunzioni a tempo indeterminato. Le novità vanno a toccare diversi tempi, dalla revisione delle aliquote fiscali, ai nuovi sgravi contributivi, delineando un quadro normativo che cerca di bilanciare le esigenze di flessibilità delle imprese con la necessità di protezione dei lavoratori.

 

 

La nuova architettura dell'IRPEF e il taglio del cuneo

Il punto cardine della riforma fiscale riguarda il consolidamento del sistema a tre aliquote, che diventa una misura strutturale del sistema tributario.

La rimodulazione prevede ora un’aliquota pari al 23% per i redditi fino a 28.000 euro, una del 33% per la fascia compresa tra 28.000 e 50.000 euro e, infine, la conferma del 43% oltre tale soglia di reddito.

L’abbassamento dell’aliquota intermedia dal 35% al 33% punta a dare respiro alla classe media, riducendo così la pressione fiscale sui profili professionali che rappresentano la spinta dorsale del sistema produttivo.

Accanto alla riforma delle aliquote, la manovra conferma il taglio del cuneo fiscale, trasformandolo in una misura che entra a regime.

Tale intervento si traduce in un beneficio diretto in busta paga per i dipendenti con redditi medio-bassi.

 

Incentivi all'occupazione e Bonus Giovani

Un pilastro della Legge di Bilancio 2026 è rappresentato dai nuovi incentivi per l’inserimento lavorativo. Il legislatore ha scelto di puntare con decisione sulla stabilità contrattuale.

L’incentivo per l’occupazione giovanile prevede un esonero contributivo totale per i datori di lavoro che assumono, a tempo indeterminato, giovani sotto i 35 anni che non siano mai stati occupati stabilmente in precedenza.

Parliamo di un’agevolazione che ha una durata biennale e un tetto annuo massimo stabilito per incentivare non solo l’ingresso nel mercato, ma anche la permanenza duratura del talento all’interno dell’organizzazione.

Questo strumento è pensato per ridurre il gap occupazionale che ancora caratterizza la demografia lavorativa italiana, favorendo così il ricambio generazionale nelle aziende.

 

Supporto alla genitorialità e alle donne nel mondo del lavoro

La manovra pone anche particolare attenzione all’equilibrio tra vita e lavoro e pensa anche all’occupazione femminile.

Viene confermato ed esteso il bonus per le lavoratrici madri, che prevede un esonero contributivo per le donne con almeno due figli.

Tale misura non solo sostiene il reddito familiare, ma agisce come incentivo indiretto per le aziende a trattenere e valorizzare le figure femminili, riducendo così il rischio di uscita dal mercato del lavoro dopo la maternità.

Inoltre, la legge potenzia i Fringe benefit legati alla famiglia. Le somme che vengono erogate dal datore di lavoro per il rimborso delle utenze domestiche, dell’affitto o degli interessi sul mutuo della prima casa godono di soglie di esenzione fiscale maggiorate per chi ha figli a carico.

Si tratta indubbiamente di una leva che permette alle imprese di offrire dei pacchetti retributivi più competitivi e vicini alle reali necessità quotidiane dei dipendenti.

 

Previdenza e uscite anticipate

Per quanto riguarda il fronte previdenziale, la Legge di Bilancio 2026 sceglie la via della prudenza e della flessibilità selettiva.

Rimangono strumenti come l’Ape Sociale e Opzione Donna, ma con requisiti di accesso aggiornati.

Viene introdotto anche il Bonus Maroni, un incentivo economico destinato ai lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti per il pensionamento anticipato, decidono di restare in servizio.

In questo caso, la quota di contributi previdenziali a carico del lavoratore viene accreditata direttamente in busta paga, andando così a incrementare il reddito netto mensile.



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