Il segnale è chiaro: il mercato vuole personale. La domanda è: sei pronto a presentarti nel modo giusto?
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C'è un dato che sorprende: quasi la metà delle posizioni aperte, il 44,6% a livello nazionale, risulta difficile da coprire, principalmente per mancanza di candidati disponibili. Tradotto: ci sono più offerte che candidati. Non è un mercato del lavoro in cui devi sperare di essere scelto tra mille concorrenti. È un mercato in cui le aziende cercano attivamente persone.
Questo vale soprattutto nel turismo. Per la stagione 2026, secondo le elaborazioni Confesercenti su dati Excelsior, mancherebbero almeno 500mila lavoratori nel comparto. Hotel, ristoranti e stabilimenti balneari hanno già aperto le selezioni, e alcune strutture hanno fissato i colloqui per marzo o aprile.
Aspettare vuol dire trovare già occupate le posizioni migliori, quelle con vitto e alloggio inclusi, con strutture organizzate, in zone turistiche appetibili.
Non serve avere un curriculum stellare per lavorare in questo settore. Molti ruoli sono accessibili anche a chi è alla prima esperienza, o a chi ha qualche settimana libera tra un anno accademico e l'altro.
Nella ristorazione la domanda è enorme. Unioncamere stima oltre 301mila figure ricercate solo nel comparto ristorativo per il trimestre primaverile. Le posizioni più cercate sono camerieri di sala, baristi, aiuto cuochi, banconieri di bar e lavapiatti. Solo ad aprile, per fare un esempio concreto, si cercavano oltre 22.000 camerieri di sala in tutta Italia.
Negli hotel e nelle strutture ricettive le aziende cercano soprattutto addetti alla reception, portieri, cameriere ai piani e personale di accoglienza. La ricettività prevede circa 22.500 nuove assunzioni per la stagione.
Negli stabilimenti balneari è alta la richiesta di bagnini (con brevetto di salvataggio obbligatorio), spiaggini e baristi. Le strutture di mare spesso offrono vitto e alloggio, il che rende queste posizioni particolarmente interessanti per chi viene da fuori zona.
Nell'animazione e nell'intrattenimento si cercano animatori turistici, istruttori sportivi e figure per villaggi vacanza e resort. Qui la retribuzione è spesso più bassa rispetto alla ristorazione, ma il vitto e l'alloggio inclusi compensano in parte.
Le retribuzioni variano in base al ruolo e all'esperienza, ma è utile avere un'idea di massima.
Il personale di sala e i baristi guadagnano in media tra 1.200 e 1.500 euro netti al mese, mance escluse, che in certi locali possono fare una bella differenza. I bagnini e gli istruttori specializzati si attestano tra i 1.300 e i 1.600 euro. Chi lavora nell'animazione guadagna meno in termini di stipendio, tra i 600 e i 1.000 euro, ma quasi sempre con vitto e alloggio inclusi nel pacchetto.
I profili con più esperienza o inquadrati in strutture di alto livello possono superare agevolmente i 30.000 euro lordi annui, soprattutto se si tratta di figure come capo cuoco, maître o bar manager.
Un aspetto che spesso si trascura: il contratto stagionale garantisce le stesse tutele del lavoro subordinato ordinario. Contributi previdenziali, ferie, malattia, tredicesima, tutto previsto dal CCNL Turismo. Non è lavoro in nero mascherato da stagionale: è un contratto a tutti gli effetti, con diritti reali.
Le opportunità non sono distribuite in modo uniforme sul territorio. Le aree con il maggior numero di offerte stagionali coincidono, com'è logico, con le mete turistiche più frequentate.
Mare: Riviera Adriatica (Emilia-Romagna, Abruzzo, Marche), costa toscana, Sardegna, Sicilia, Puglia e Campania sono le zone con la domanda più alta. Ma anche realtà meno note, come le Cinque Terre, le Isole Eolie o la costa ligure, cercano personale ogni estate.
Montagna e laghi: chi preferisce evitare il caldo estivo può orientarsi verso i comprensori alpini e prealpini (Trentino, Valle d'Aosta, Alto Adige) o le zone lacuali del Nord Italia, Lago di Garda, Lago Maggiore, Lago di Como, dove il turismo estivo è intenso.
Città d'arte: Roma, Venezia, Firenze, Napoli e Milano assorbono grandi quantità di personale stagionale tra giugno e settembre, soprattutto nei settori della ristorazione, dell'accoglienza e delle guide turistiche.

Non serve un curriculum lungo tre pagine. Per i lavori stagionali conta la chiarezza: chi sei, cosa hai già fatto (anche se poco), quali lingue parli, se hai la patente B, se puoi spostarti. Se è la tua prima esperienza, metti in evidenza le competenze trasversali, flessibilità, spirito di servizio, capacità di lavorare in team.
Le strutture ricevono decine di candidature. Una lettera che dice "sono disponibile da giugno a settembre, conosco l'inglese base, sono abituato a lavorare sotto pressione" è più efficace di tre paragrafi generici sulla tua passione per il turismo.
Non puntare su un solo portale o su un solo metodo. Le offerte stagionali si trovano su piattaforme come AppLavoro, direttamente sui siti delle strutture, tramite le bacheche delle Camere di Commercio, sui social (molte piccole strutture pubblicano le ricerche su Instagram o Facebook) e attraverso il passaparola.
Soprattutto per le realtà più piccole, stabilimenti balneari, piccoli alberghi, ristoranti di paese, la candidatura spontanea funziona spesso meglio degli annunci. Un'email con CV allegato, indirizzata al titolare o al responsabile, può bastare. Molti imprenditori del settore apprezzano l'iniziativa.
Per lavorare come bagnino è obbligatorio il brevetto di salvataggio in corso di validità. I corsi si svolgono tutto l'anno, ma la primavera è il momento giusto per iscriversi, sia per essere pronti a giugno, sia per trovare posti disponibili. Non aspettare maggio.
Il contratto collettivo nazionale del settore turismo (CCNL) disciplina i rapporti di lavoro stagionali. Prima di accettare qualsiasi proposta, vale la pena verificare alcune cose: che il contratto venga effettivamente firmato (il lavoro in nero è illegale e ti priva di ogni tutela), che il livello di inquadramento sia coerente con le mansioni che svolgerai, e che vengano chiariti orari, giorni di riposo e modalità di eventuale alloggio.
Se ti viene offerto vitto e alloggio, assicurati di capire se si tratta di un benefit incluso nella retribuzione o di una quota da detrarre dallo stipendio. La differenza può essere significativa.
In caso di dubbi, il Centro per l'Impiego della tua provincia può offrire supporto gratuito nella lettura dei contratti e nell'orientamento.
Le offerte ci sono, la domanda è alta, e il momento giusto per muoversi è adesso, non a giugno, quando le migliori posizioni saranno già prese.
Se stai cercando un lavoro stagionale per l'estate 2026, il primo passo è caricare il tuo profilo su AppLavoro e consultare le offerte disponibili nella tua zona o nella zona in cui vorresti lavorare. Puoi filtrare per settore, area geografica e tipo di contratto, e candidarti direttamente dall'app.
Cerca le offerte di lavoro stagionali su AppLavoro
Per approfondire: “Come cambiare lavoro nel 2026 senza esperienza: CV e lettera di presentazione”
Fonti: Sistema Informativo Excelsior – Unioncamere/Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Bollettino aprile 2026; elaborazione Confesercenti-CST su dati Excelsior, aprile 2026; INPS, Circolare n. 6/2026.