Il Ministero del Turismo ha dato il via alla procedura per il conseguimento dell'abilitazione alla professione di guida turistica, pubblicando un nuovo bando che si rivolge a diplomati e laureati. Questo esame rappresenta un passaggio fondamentale all'interno del nuovo sistema nazionale introdotto dalla recente riforma del settore, che punta a uniformare i requisiti di accesso su tutto il territorio italiano. Non si tratta di un concorso finalizzato all'assunzione diretta, ma di una prova abilitante necessaria per l'iscrizione nell'Elenco nazionale delle guide turistiche, titolo senza il quale non è possibile esercitare legalmente l’attività.
Termini di iscrizione e costi di partecipazione
La finestra temporale per presentare la propria candidatura è piuttosto stretta. Le domande devono essere inviate obbligatoriamente entro le ore 13:00 del 19 maggio 2026. La procedura avviene esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale InPa.
Per completare correttamente l'iscrizione, i candidati sono tenuti al versamento di una quota di partecipazione fissa pari a 10 euro. Il rispetto della scadenza è tassativo per poter accedere alle fasi successive dell’esame.
Requisiti di studio e competenze linguistiche
Una delle novità più rilevanti di questa sessione riguarda l'accessibilità del titolo di studio. Per partecipare non è richiesta obbligatoriamente una laurea, in quanto il bando è aperto anche a chi possiede un diploma di scuola secondaria di secondo grado o un titolo equivalente.
Oltre ai consueti requisiti generali previsti per l'accesso ai concorsi pubblici, è indispensabile possedere una solida competenza in almeno una lingua straniera. Questa apertura ai diplomati mira ad ampliare la platea dei professionisti, offrendo un'opportunità concreta di inserimento nel mercato del lavoro culturale anche ai candidati più giovani.
Struttura delle prove d'esame e punteggi
L'iter selettivo è organizzato in tre fasi distinte, volte a testare le conoscenze multidisciplinari dei candidati. La prima prova consiste in un test scritto a quiz su materie quali storia dell'arte, geografia, diritto del turismo, archeologia e beni culturali.
Segue una prova orale, durante la quale verrà accertata anche la conoscenza della lingua straniera, per la quale è richiesto un livello di competenza pari almeno al B2.
Infine, i candidati dovranno affrontare una prova tecnico-pratica che simula lo svolgimento di una reale visita guidata. Per ottenere l'abilitazione, è necessario raggiungere un punteggio minimo di 25 su 40 in ognuna delle tre prove previste.
L'iscrizione all'Elenco nazionale e l'aggiornamento professionale
Coloro che supereranno con successo l'intero ciclo di prove verranno inseriti nell'Elenco nazionale delle guide turistiche (Engt). Questo registro, gestito direttamente dal Ministero del Turismo, ha validità su tutto il territorio nazionale, eliminando le vecchie frammentazioni regionali.
L'appartenenza a questo elenco ufficiale non è solo un titolo di legittimazione, ma comporta anche l'obbligo di seguire percorsi di aggiornamento professionale periodico. Tale vincolo è stato introdotto dalla riforma per garantire standard qualitativi elevati e costanti nel tempo a beneficio dell'intero comparto turistico italiano.
Standard più elevati
Data l'importanza della riforma e l'unificazione dei criteri, l'esame di abilitazione si preannuncia particolarmente complesso. La natura selettiva della prova è confermata dai dati relativi alle precedenti sessioni, dove solo una minima parte dei partecipanti è riuscita a risultare idonea in tutte le fasi.
Una preparazione approfondita e multidisciplinare è dunque essenziale per affrontare con successo un percorso che oggi richiede standard elevati di competenza tecnica e teorica, riflettendo la volontà delle istituzioni di professionalizzare ulteriormente una figura chiave per la promozione del patrimonio culturale nazionale.