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Smart working post Covid-19: cosa accadrà a manager e dipendenti?

MERCOLEDÌ 13 MAGGIO 2020 | Lascia un commento
Foto Smart working post Covid-19: cosa accadrà a manager e dipendenti?
Scritto da Stefania Pili

Smart working: tra le parole più utilizzate e gettonate durante tutto questo periodo di emergenza sanitaria. Ancora oggi, anche se gradualmente in ripresa, numerose aziende continuano a preferire la modalità di lavoro agile per i propri dipendenti, al fine di contenere maggiormente il rischio di contagio da Coronavirus. Una diffusione davvero incredibile che, con tutta probabilità, non sarebbe avvenuta senza il Covid-19. Ma il dubbio che ci assale riguarda il livello di continuità dello smart working: continuerà a essere un modello adottato da gran parte delle aziende italiane, o sarà solo un lontano ricordo con il passare dei mesi e della pandemia?

L'Italia, lo ribadiamo, sta pian piano ripartendo con la tanto citata “Fase 2”, ed è quindi ovvio essere pronti alla ripresa in totale sicurezza. Quando ci si è trovati di fronte alla vera e propria emergenza, chi non era preparato alla modalità da casa (quindi la maggior parte delle aziende del Paese), ha cercato il più possibile di arrangiarsi con soluzioni temporanee in base ai bisogni specifici. Ma ora, visto il rientro in ufficio (e non solo) di tanti lavoratori, occorre considerare nuove dinamiche di organizzazione aziendale stabili e coerenti con le relative professioni. 

D'altronde, perché buttare via un'opportunità così tanto vantaggiosa e flessibile per tutti? Certo, la situazione non è facile da gestire, specialmente per le realtà più piccole che si ritrovano a fronteggiare problemi economici relativi ad affitti, stipendi dei dipendenti e quant'altro. Molto dipende anche al contesto generale in cui lo smart working si può inserire e, di conseguenza, occorre anche conciliare i tempi di vita privata e di lavoro dei dipendenti.

 

Consulta anche: “Aumento della produttività lavorando da casa: un nuovo equilibrio da adottare anche in futuro

 

La previsione, forse più probabile e sensata, riguarda l'accelerazione della digitalizzazione nei settori della pubblica amministrazione, della sanità, della scuola e di alcune fabbriche. L'obiettivo è chiaramente la comunicazione a distanza senza difficoltà, in qualsiasi momento. Ma vediamo ora nello specifico quali sono i vantaggi ma anche le difficoltà dello smart working aziendale.

Il ruolo dei manager nel post Covid-19

Lo scenario lavorativo che si presenterà alle aziende italiane sarà completamente differente. I manager in questi mesi hanno infatti sperimentato lo smart working, sia per necessità, sia per innovazione. Per il bene dei propri dipendenti, dell'azienda stessa e dell'ambiente, dovranno saper gestire le grandi opportunità date da questo mutamento, non solo dal punto di vista degli strumenti digitali, ma in virtù soprattutto di una maggiore cultura manageriale. Le piccole medie imprese specialmente, dovranno affrontare il problema più delle altre; sarà comunque un fattore di crescita fondamentale per la produttività e la competitività. Largo quindi a manager preparati professionalmente e digitalmente, in modo da curare il delicato aspetto della cyber security legata al lavoro da remoto, e dal punto di vista delle soft skills necessarie alla gestione delle relazioni dei cambiamenti organizzativi. Obiettivo? Porre i lavoratori al centro di tutto, trattandoli prima di tutto come persone con bisogni specifici.

 

Il ruolo dei lavoratori nel post Covid-19

Alcuni lavoratori si ritroveranno in una dimensione davvero particolare. Sperimentare il lavoro agile in un momento di bisogno è un conto, ma tornare in ufficio e ricominciare la vita di prima è un altro. Alcuni vorranno proseguire da casa, altri no, insomma, tutto dipende dai vari aspetti psicologici della persona e di quelli logistici dell'azienda. Chi dovesse continuare con lo smart working (anche solo per qualche giorno a settimana o al mese), deve tener conto di vari aspetti, come il raggiungimento degli obiettivi aziendali e le modalità di relazione all'interno del team, che deve essere semplice e immediata. Comunicare è la chiave, in modo particolare con i colleghi. È quindi necessario utilizzare tools e applicazioni che consentano di organizzare il lavoro sì, ma anche di relazionarsi con tutti il team per coordinarsi e confrontarsi per individuare eventuali problematiche. Un modo facile e di estrema utilità per tenere alto il livello di collaborazione e di appartenenza al gruppo.

Il livello di isolamento dello smart worker può, infatti, diventare un ostacolo per i livelli di engagement del team. Lavorare da casa può accrescere il livello di solitudine del singolo ma anche dell'organizzazione, riducendo le occasioni di condividere anche semplici momenti di pausa dove chiacchierare e sorseggiare un buon caffè, un grande aiuto di fronte a una giornata stressante e impegnativa. Il lavoratore (con l'aiuto dell'azienda) deve sapersi organizzare in autonomia per realizzare un lavoro trasparente, chiaro e definito. Come detto in precedenza, per un periodo prolungato di smart working, si necessita di un'organizzazione e una cultura aziendale che può essere introdotta da esperti del settore con competenze indispensabili per migliorare l'agilità aziendale anche da remoto.

 

Consulta anche: “Smart working e vita privata: come bilanciarli ai tempi del Coronavirus

 

La previsione generale è che non tutti lavoratori potranno lavorare a pieno regime nello stesso ambiente come prima della pandemia. Ci saranno turni ben precisi e gli strumenti aziendali adatti saranno fondamentali per consentire un lavoro adeguato. Le strutture dovranno essere ripensate dal punto di vista della sicurezza e tutti gli incontri, i colloqui, le manifestazioni, i convegni e i workshop dovranno essere riconsiderati puntando sul digitale e sulla fiducia massima tra manager e collaboratore.

 

Per approfondire: “Cercare lavoro ai tempi del Coronavirus: come affrontare un colloquio a distanza



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