Chi ha un diploma in tasca e sta pensando a un percorso di studi capace di aprire davvero le porte del lavoro, in questi giorni ha un motivo in più per prestare attenzione.
Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha pubblicato il decreto, firmato dalla Ministra Anna Maria Bernini il 12 agosto scorso, che regola l'ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie per l'anno accademico 2026/2027. Il test di ammissione si terrà il 16 settembre 2026, e i bandi dei singoli atenei sono già usciti, con le domande in corso proprio in questi giorni. Vale la pena capire subito di cosa si tratta, perché le scadenze non sono uguali per tutti.
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Il decreto mette a disposizione 39.624 posti per le lauree triennali: 38.184 riservati a candidati UE e non UE già residenti in Italia, e 1.440 destinati a candidati extra-UE residenti all'estero. A questi si aggiungono altri 4.572 posti per le lauree magistrali a ciclo unico.
Contando triennali e magistrali insieme, si arriva a oltre 44mila posti, ripartiti tra circa 50 atenei statali e non statali in tutta Italia. Rispetto allo scorso anno accademico l'offerta è cresciuta di circa il 3,6%, e non è un dettaglio da poco: racconta quanto il sistema sanitario abbia bisogno di nuovo personale.
Guardando come sono distribuiti i posti si capisce bene dove la carenza di personale si fa sentire di più. Infermieristica da sola copre 20.672 posti, più della metà dell'intera offerta formativa: è il corso con più posti infermieristica 2026 in assoluto, e non a caso è anche la figura sanitaria più richiesta dal sistema salute italiano.
Crescono in modo consistente anche altri indirizzi: fisioterapia passa da 3.262 a 4.086 posti (+25%), igiene dentale arriva a 1.070 (+16%), osteopatia a 490 (+15%) e ostetricia a 1.350 (+7,1%). Debutta poi una novità: la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche specialistiche per l'Assistenza Neonatale e Pediatrica, con 119 posti, che prende il posto del precedente indirizzo di Infermieristica Pediatrica.
L'aumento non è casuale. Il sistema sanitario italiano deve fare i conti con bisogni assistenziali crescenti, legati all'invecchiamento della popolazione, alla gestione delle cronicità e a modelli di cura che cambiano in fretta. Servono, in sostanza, più professionisti sul territorio.
Lo confermano anche i dati sull'occupazione: chi si laurea in una professione sanitaria trova lavoro nell'87,9% dei casi entro un anno dal titolo, con infermieristica che sale addirittura al 89,7%, molto sopra la media nazionale di tutte le lauree, ferma al 44%.
Questo non significa che entrare sia semplice: si stimano circa 64mila domande per i 38mila posti nelle triennali, quindi in media poco più di due candidati per posto. Ma la pressione cambia parecchio da corso a corso. Fisioterapia è il più ambito, con 6,5 domande per posto; seguono logopedia (4,3), ostetricia (3,1), dietistica (3,0) e tecniche di radiologia (2,5). Infermieristica, proprio perché offre più posti degli altri corsi, resta tra i percorsi relativamente più accessibili.

Il test è unico su base nazionale per gli atenei statali e si svolge in due date: il 16 settembre alle 11:00 per la prova in lingua italiana, il 17 settembre alla stessa ora per quella in lingua inglese.
La struttura è identica per tutti i corsi: 60 quesiti a risposta multipla, cinque opzioni con una sola corretta, da risolvere in 100 minuti. Le domande si dividono così: 23 di biologia, 15 di chimica, 13 di fisica e matematica, 5 di logica e problem solving, 4 di comprensione del testo e cultura generale. Il punteggio massimo è 90 punti: +1,5 per ogni risposta esatta, -0,4 per ogni errore, zero per chi lascia in bianco. Conviene quindi rispondere quando si è ragionevolmente sicuri, non tirare a indovinare.
A differenza di Medicina, qui non esiste un portale unico nazionale: ogni ateneo gestisce le iscrizioni attraverso il proprio sito, e le scadenze domanda professioni sanitarie 2026 sono scaglionate tra il 18 agosto e il 10 settembre, a seconda dell'università scelta.
È il punto più importante da tenere a mente: chi legge questo articolo dovrebbe controllare subito il sito dell'ateneo che gli interessa. Alcune scadenze del primo scaglione (18-25 agosto) sono già passate, altre chiudono proprio in questi giorni, altre ancora arrivano fino ai primi di settembre. Non c'è una data valida per tutti, e rimandare significa rischiare di perdere l'iscrizione.
Nella maggior parte dei casi il percorso è simile: ci si registra sul portale dell'ateneo, si compila la domanda con dati anagrafici e titolo di studio, si sceglie il corso, e dove previsto l'ordine di preferenza tra sedi o indirizzi, e si versa la quota di partecipazione, in media intorno ai 54 euro, con un range che va dai 26 ai 100 euro secondo l'ateneo. Dopo l'invio, restano solo da seguire le comunicazioni dell'università su sede e orario della prova. Per legge, ogni bando deve uscire almeno 30 giorni prima del test: è il motivo per cui i bandi sono stati pubblicati proprio in queste settimane di agosto.
Il primo passo è verificare oggi stesso il sito del proprio ateneo, perché le scadenze cambiano da una sede all'altra e con un test così vicino non c'è tempo da perdere. Dove le scadenze lo consentono, vale la pena valutare più atenei o più corsi: aumenta le possibilità, soprattutto su indirizzi molto richiesti come fisioterapia o logopedia.
Sul fronte studio, biologia e chimica insieme valgono 38 domande su 60, quindi sono le materie su cui concentrarsi per prime. Logica e comprensione del testo sono solo nove domande, ma spesso fanno guadagnare punti con poco sforzo, se ci si abitua al formato in anticipo. E infine: simulare il test nei tempi reali aiuta più di quanto sembri, perché cento minuti per sessanta domande lasciano meno di due minuti a quesito, gestire il tempo conta quasi quanto conoscere la materia.
Quasi 40mila posti a disposizione e tassi di occupazione tra i più alti tra tutte le lauree italiane rendono le professioni sanitarie 2026 una delle strade più concrete per costruirsi un futuro professionale solido, a patto di non lasciarsi sfuggire la scadenza giusta.
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Fonti: Ministero dell'Università e della Ricerca — comunicato ufficiale "Università: MUR, oltre 39.600 posti per le professioni sanitarie" (mur.gov.it); Il Sole 24 Ore — "Professioni sanitarie: 38mila posti a bando, al via le domande d'ammissione" e "Professioni sanitarie, i posti a bando coprono le richieste: infermieri i più carenti"; FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche). Per il bando completo e vincolante fare sempre riferimento al sito del proprio ateneo e alla documentazione ufficiale del MUR.