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Tredicesima e quattordicesima 2026: come funzionano, chi le riceve e come si calcolano

MERCOLEDÌ 05 AGOSTO 2026 | Lascia un commento
Foto Tredicesima e quattordicesima 2026: come funzionano, chi le riceve e come si calcolano
Scritto da Stefania Pili

Ci sono due momenti dell'anno in cui lo stipendio, per una volta, sorride: l'estate e il Natale. È lì che arrivano la quattordicesima e la tredicesima, le due mensilità aggiuntive che per molte famiglie fanno la differenza tra un mese normale e uno un po' più respirabile.

Ma su queste due voci girano parecchie idee confuse. C'è chi dà per scontata la quattordicesima e poi scopre di non averla. Chi apre la busta paga di dicembre e trova meno di quanto si aspettava. Chi non sa se, lavorando part-time o essendo stato assunto a metà anno, gli spetta qualcosa.
 

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La differenza che quasi nessuno conosce

Partiamo dal punto che genera più equivoci: tredicesima e quattordicesima non sono la stessa cosa e non seguono le stesse regole.

La tredicesima è praticamente universale. La riceve la quasi totalità dei lavoratori dipendenti italiani, pubblici e privati, perché è prevista dalla quasi totalità dei contratti collettivi. Ha radici antiche: nasce nel 1937 come "gratifica natalizia" per gli impiegati dell'industria, viene estesa nel secondo dopoguerra e dal 1960 riguarda tutti i lavoratori dipendenti. La ricevono anche colf, badanti, baby-sitter e i pensionati.

La quattordicesima è tutta un'altra storia. Non esiste nessuna legge che la imponga: spetta soltanto se il contratto collettivo applicato in azienda la prevede espressamente. Alcuni settori ce l'hanno, altri no. È questo il motivo per cui il tuo vicino di casa la riceve e tu magari no, dipende dal CCNL, non dalla buona volontà del datore.

Tenere a mente questa distinzione è il primo passo per capire tutto il resto.

La tredicesima: a chi spetta e come si calcola

Sulla tredicesima la risposta è semplice: spetta a tutti i lavoratori dipendenti, senza distinzione tra tempo indeterminato, determinato, full-time o part-time. La ricevono anche i lavoratori domestici e i pensionati. Ne restano fuori, per ovvie ragioni, i lavoratori autonomi, che non percepiscono una retribuzione mensile subordinata.

Il calcolo segue una regola lineare: la tredicesima equivale a un dodicesimo della retribuzione lorda annuale per ogni mese lavorato. Chi ha lavorato tutto l'anno riceve una mensilità piena; chi è stato assunto o si è dimesso a metà anno riceve una quota proporzionale ai mesi di servizio.

C'è un dettaglio pratico da conoscere: per far maturare il rateo di un mese intero bisogna aver lavorato almeno 15 giorni in quel mese. Sotto quella soglia, quel mese non conta.

Un esempio concreto rende tutto più chiaro. Se il tuo stipendio lordo è di 1.500 euro al mese, ogni mese metti da parte un dodicesimo, cioè 125 euro. Dopo dodici mesi di lavoro, a dicembre, ti ritrovi una tredicesima lorda di 1.500 euro, una mensilità piena. Se invece hai lavorato solo sei mesi, la tredicesima sarà di 750 euro lordi.

La tredicesima matura anche durante alcune assenze tutelate: il congedo di maternità obbligatorio, per esempio, non blocca la maturazione. La malattia e l'infortunio la fanno maturare entro i limiti del periodo di comporto previsto dal contratto; oltre quella soglia, il rateo si ferma.

Quando arriva la tredicesima

La tredicesima si paga a dicembre, in tempo per le festività. Le date precise dipendono da chi la riceve.

Per i dipendenti privati la data la stabilisce il CCNL, ma il pagamento deve comunque avvenire in busta paga entro il 24 dicembre. Nella pratica, molte aziende la accreditano tra il 14 e il 20 del mese, alcune anche nei primi giorni di dicembre.

Per i dipendenti pubblici l'accredito arriva generalmente intorno alla metà del mese, insieme alla retribuzione ordinaria.

Per i pensionati è la prima a essere pagata: compare sul cedolino di inizio dicembre, di norma il primo giorno bancabile del mese.

La quattordicesima: chi ce l'ha e chi no

Qui serve più attenzione, perché, come detto, la quattordicesima non è per tutti.

Spetta esclusivamente ai lavoratori il cui contratto collettivo la prevede. I settori principali in cui è garantita sono il commercio e il terziario, il turismo e i pubblici esercizi, la vigilanza privata, la logistica e i trasporti, il settore alimentare e altri comparti. Il CCNL Commercio, uno dei più diffusi in Italia, la prevede espressamente per milioni di lavoratori della grande distribuzione, dei negozi e dei servizi.

Se non sai se ti spetta, la strada è una sola: controlla quale CCNL applica la tua azienda, lo trovi in busta paga, e verifica se contempla la quattordicesima. Non è una questione di fortuna, è scritto nero su bianco nel contratto.

Anche chi lavora part-time ha diritto alla quattordicesima, se prevista dal contratto: viene semplicemente calcolata in proporzione all'orario svolto.

Come si calcola la quattordicesima (e quando arriva)

Il meccanismo è simile a quello della tredicesima, ma con un periodo di maturazione diverso. La quattordicesima matura in dodicesimi lungo un arco che va, di norma, dal 1° luglio al 30 giugno dell'anno successivo. Chi ha lavorato l'intero periodo riceve una mensilità piena; chi ne ha lavorato solo una parte riceve una quota proporzionale.

Una differenza rispetto alla tredicesima: il calcolo della quattordicesima si basa spesso sulla sola paga base stabilita dal contratto, e può escludere alcune voci accessorie della retribuzione. Elementi come lo straordinario o il lavoro notturno, di norma, non incidono sulla sua maturazione, salvo diverse previsioni del CCNL.

Sul fronte delle tempistiche, la quattordicesima si paga in estate, generalmente tra giugno e luglio. Le date esatte dipendono dal contratto: nel commercio, terziario e turismo è prevista di norma entro il 1° luglio; negli studi professionali e nella logistica entro fine giugno; nel settore alimentare entro fine luglio.

Perché il netto è sempre più basso di quanto speri

Ed eccoci alla delusione ricorrente: apri la busta paga, ti aspetti una mensilità piena, e trovi parecchio meno. Non è un errore, è il fisco.

Le mensilità aggiuntive sono considerate reddito a tutti gli effetti, quindi sono soggette a contributi INPS (il 9,19% a carico del lavoratore) e a tassazione IRPEF per scaglioni.

Ma c'è un motivo in più per cui il colpo si sente. Sulla tredicesima e sulla quattordicesima non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente: quelle detrazioni, che alleggeriscono la tassazione sullo stipendio ordinario, sono ripartite sulle normali mensilità e non spettano su quelle aggiuntive. Il risultato è che la mensilità extra viene tassata "piena", senza sconti, e il netto che arriva in tasca è sensibilmente inferiore al lordo.

C'è anche un effetto meno intuitivo: sommandosi al reddito dell'anno, la mensilità aggiuntiva può contribuire a spingere una parte del reddito in uno scaglione IRPEF superiore, con un'aliquota più alta. È il motivo per cui, in certi casi, dicembre riserva sorprese anche sul conguaglio fiscale di fine anno.

Insomma: quando fai i conti su quanto ti arriverà, considera che dal lordo va tolto grosso modo un terzo. È fisiologico, non un errore da contestare.

Le domande più frequenti

Se mi licenzio o mi dimetto a metà anno, perdo la tredicesima? No. I ratei maturati fino all'ultimo giorno di lavoro ti vengono liquidati nell'ultima busta paga, insieme alle altre spettanze di fine rapporto. È un aspetto da tenere presente se stai valutando di cambiare lavoro.

Posso chiedere la tredicesima ogni mese invece che a dicembre? Solo se c'è un accordo specifico con l'azienda. In quel caso la quota viene distribuita nelle buste paga mensili invece di essere accantonata.

La tredicesima matura durante la malattia? Sì, ma entro i limiti del periodo di comporto previsto dal contratto. Oltre quella soglia il rateo si interrompe.

Sono un neoassunto: quando prendo la prima tredicesima? A dicembre, in proporzione ai mesi lavorati nell'anno. Se hai iniziato a settembre, riceverai i ratei di quei mesi, non una mensilità intera.

Part-time: ho diritto alle mensilità aggiuntive? Sì a entrambe (la quattordicesima sempre se prevista dal CCNL), calcolate in proporzione alle ore effettivamente lavorate.

Il quadro, in breve

La tredicesima è un diritto quasi universale, arriva a dicembre e vale circa una mensilità per chi ha lavorato tutto l'anno. La quattordicesima è un'aggiunta che spetta solo se prevista dal tuo contratto, e arriva in estate. Entrambe si calcolano in dodicesimi, entrambe vengono tassate senza le detrazioni ordinarie, ed è per questo che il netto delude sempre un po'.

Sapere come funzionano ti aiuta a leggere meglio la tua busta paga e a valutare con più consapevolezza un'offerta di lavoro: un contratto che prevede anche la quattordicesima vale, a conti fatti, più di uno che si ferma alla tredicesima, a parità di stipendio base. È uno degli elementi da considerare quando confronti la tua retribuzione con quella di altri profili sul mercato.

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Fonti: la tredicesima trova origine nell'art. 13 del Contratto Collettivo del 5 agosto 1937 per gli impiegati dell'industria, estesa alla generalità dei lavoratori dipendenti a partire dal 1960; per la quattordicesima dei lavoratori dipendenti, la disciplina è integralmente rimessa alla contrattazione collettiva (CCNL) applicata; la quattordicesima ai pensionati è regolata dal D.L. 81/2007 convertito dalla L. 127/2007. Regole di calcolo, maturazione (dodicesimi, minimo 15 giorni per il rateo mensile), tempistiche di pagamento (tredicesima entro il 24 dicembre, quattordicesima tra giugno e luglio) e trattamento fiscale (contributi INPS 9,19% a carico del lavoratore, IRPEF per scaglioni senza applicazione delle detrazioni per lavoro dipendente ripartite sulle mensilità ordinarie) secondo la normativa vigente e i principali CCNL — Commercio Confcommercio, Turismo, Logistica, Alimentare. Le date e gli importi possono variare in base al CCNL applicato: per il dettaglio si rinvia al contratto collettivo di riferimento e alla busta paga.



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