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Sos bagnini: ne mancano almeno 3-4mila in tutta Italia

MARTEDÌ 07 GIUGNO 2022 | Lascia un commento
Foto Sos bagnini: ne mancano almeno 3-4mila in tutta Italia
Scritto da Stefania Pili
Gli assistenti bagnanti sono sempre più introvabili. Un grande problema a livello nazionale che preoccupa l'andamento della stagione turistica nelle spiagge e negli stabilimenti balneari.


Sos bagnini: ne mancano almeno 3-4mila in tutta Italia. Le spiagge italiane e gli stabilimenti balneari sono alla disperata ricerca di figure professionali competenti che possano garantire la sicurezza dei bagnanti, sia sulle spiagge, che nelle strutture ricettive e nelle piscine.

A lanciare l'allarme è il sindacato balneari di Confcommercio, un serio problema che attanaglia quasi tutte le regioni d'Italia. Scopriamo nel dettaglio cosa sta accadendo.

 

Per approfondire: “Lavoratori stagionali introvabili e aziende che non trovano manodopera: quali sono le cause?

Stagione a rischio?

Nessuno vuole fare più il bagnino. È davvero la fine di un'era? Il sindacato balneari di Confcommercio, proprio alle porte dell'estate, rivela che mancano circa 3-4mila guardaspiaggia, tra il 30 e il 40% che servirebbero in tutta Italia, da nord a sud, dal Circeo al Salento, dalla Campania alla Versilia.

La conseguenza peggiore sarebbe, per molti stabilimenti, di non poter aprire per la stagione estiva e di non essere in grado di garantire la sicurezza dei bagnanti, dato che in ogni spiaggia è obbligatoria la presenza di un bagnino ogni 100 metri. In Campania, ad esempio, mancano 2.500 bagnini su circa 1.200 stabilimenti, un gap enorme che certe aziende a gestione familiare cercano di colmare con i propri parenti. Problemi simili si verificano anche nel Lazio, a Latina, Sabaudia e San Felice Circeo, ma anche in Abruzzo e nelle Marche, tra Senigallia, Falconara, Ancona e San Benedetto.

Cercasi bagnino disperatamente anche nelle piscine comunali e non, ad esempio a Reggio Emilia, nei circuiti di Rubiera, Boretto, Campegine e Castelfranco Emilia, ma anche a Scandiano, Collecchio, Parma e Bagnolo. Il problema fondamentale è la difficoltà di reperire i bagnini necessari a coprire tutti i turni, ragion per cui molti stabilimenti sceglieranno di non aprire quest'estate.

 

Leggi anche: “Lavori stagionali estivi: quali sono i contratti da stipulare?

Le possibili cause

Un problema che riguarda non solo i bagnini, ma anche il resto dei lavoratori stagionali. Alcuni ritengono che i ragazzi non hanno più voglia di fare questo lavoro, altri abitano lontano dalle località di mare e hanno bisogno sia di vitto che di alloggio, elementi che ormai molte realtà non possono più permettersi a causa dei costi troppo elevati.

I datori di lavoro dichiarano anche di ricevere molti meno curricula rispetto a vent'anni fa e che, ora, anche chi è in possesso del brevetto, non vuole lavorare; in Abruzzo, ad esempio, quasi 1 guardaspiaggia su 3 ha deciso di non voler più fare questo mestiere.

Federturismo Confindustria evidenzia un problema riguardante non solo l'assistenza bagnanti, ma anche tanti altri lavoratori stagionali che, a oggi, hanno scelto maggiore stabilità altrove, lontano dall'Italia. Molti lavoratori, inoltre, chiedono di non lavorare nel weekend, altri preferiscono ricevere il reddito di cittadinanza. Molte imprese sono costrette a pubblicare più volte gli stessi annunci di lavoro a causa delle proposte di lavoro inevase e le dimissioni degli stessi lavoratori.

E poi c'è il fattore contratto e stipendio: molti desiderano contratti più idonei alla propria professione, salari più competitivi e maggiore stabilità, specialmente dopo la pandemia e gli anni trascorsi tra chiusure, lockdown, crisi economica e occupazionale generale.

 

Siamo di fronte a una nuova era del mercato del lavoro? Stiamo davvero assistendo a un cambio radicale di mentalità e di prospettive riguardo al proprio lavoro, ma anche al proprio benessere psicofisico? Staremo a vedere cosa accadrà nel futuro più prossimo, e come le aziende (forse) riusciranno ad adeguarsi a tutto questo.

 

Consulta anche: “I nuovi modelli del lavoro: dalla settimana corta al lavoro a distanza



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