Un’aria nuova soffia sul mercato del lavoro italiano nel 2026, ma non si possono ignorare gli ostacoli. Secondi i dati recenti, quasi un italiano su due (il 44%) vorrebbe cambiare occupazione. Un fenomeno non privo di criticità. La volontà di evoluzione si scontra infatti con processi di selezione che vengono percepiti come sempre più complessi e cresce il divario tra le aspettative ei professionisti e le offerte di lavoro. Analizzare le ragioni di questo fenomeno è molto importante per comprendere non solo le dinamiche della forza lavoro attuale, ma anche le sfide che le aziende devono affrontare per trattenere le proprie risorse migliori.
I giovani guardano all’estero
Lo stipendio non è tutto. Per le nuove generazioni, il lavoro non rappresenta più solo un posto sicuro, ma anche uno spazio di crescita e realizzazione. È innegabile che il mercato italiano continua a mostrare delle criticità che spaventano.
Molti giovani professionisti percepiscono il nostro Paese come un sistema ancora troppo statico, motivo per cui l’estero torna a essere una calamita potente.
Non si tratta solo di fuga di cervelli, ma di una ricerca di meritocrazia che spesso si fatica a trovare nei confini nazionali.
Selezioni infinite
C’è uno strano paradosso: le aziende sono alla ricerca di personale, ma i candidati fanno fatica ad entrare.
Due terzi degli intervistati dichiarano che trovare una nuova posizione oggi è molto più difficile rispetto a quanto accadeva nel passato. I motivi?
I processi sono lenti e macchinosi, le selezioni durano mesi e rischiano di scoraggiare anche i profili migliori.
Inoltre, quasi la metà dei candidati lamenta una totale assenza di feedback dopo i colloqui. Il silenzio dei recruiter è diventato una delle principali fonti di frustrazione.
Non solo, con l’aumento degli annunci online cresce anche il timore di imbattersi in offerta false o comunque poco trasparenti.

Intelligenza artificiale: nemica o alleata?
Il 2026 è l’anno in cui l’intelligenza artificiale entra prepotentemente nei processi di selezione. Qui l’opinione è spaccata:
Come affrontare le sfide del futuro
Nonostante le difficoltà, le opportunità non mancano. La cosa importante è avere le competenze giuste. Il mercato sta premiando chi sa muoversi in tre ambiti chiave:
Conclusione
Cambiare lavoro nel 2026 richiede coraggio e, soprattutto, strategia. Non basta inviare CV a pioggia, serve puntare sull’aggiornamento costante e imparare e utilizzare le nuove tecnologia senza però perdere il tocco umano.