Blog e News

Voglio cambiare vita (e lavoro): il 44% degli italiani sogna una svolta nel 2026

MARTEDÌ 13 GENNAIO 2026 | Lascia un commento
Foto Voglio cambiare vita (e lavoro): il 44% degli italiani sogna una svolta nel 2026
Scritto da Marco Fior

Un’aria nuova soffia sul mercato del lavoro italiano nel 2026, ma non si possono ignorare gli ostacoli. Secondi i dati recenti, quasi un italiano su due (il 44%) vorrebbe cambiare occupazione. Un fenomeno non privo di criticità. La volontà di evoluzione si scontra infatti con processi di selezione che vengono percepiti come sempre più complessi e cresce il divario tra le aspettative ei professionisti e le offerte di lavoro. Analizzare le ragioni di questo fenomeno è molto importante per comprendere non solo le dinamiche della forza lavoro attuale, ma anche le sfide che le aziende devono affrontare per trattenere le proprie risorse migliori.

 

I giovani guardano all’estero

Lo stipendio non è tutto. Per le nuove generazioni, il lavoro non rappresenta più solo un posto sicuro, ma anche uno spazio di crescita e realizzazione. È innegabile che il mercato italiano continua a mostrare delle criticità che spaventano.

Molti giovani professionisti percepiscono il nostro Paese come un sistema ancora troppo statico, motivo per cui l’estero torna a essere una calamita potente.

Non si tratta solo di fuga di cervelli, ma di una ricerca di meritocrazia che spesso si fatica a trovare nei confini nazionali.

 

Selezioni infinite

C’è uno strano paradosso: le aziende sono alla ricerca di personale, ma i candidati fanno fatica ad entrare.

Due terzi degli intervistati dichiarano che trovare una nuova posizione oggi è molto più difficile rispetto a quanto accadeva nel passato. I motivi?

I processi sono lenti e macchinosi, le selezioni durano mesi e rischiano di scoraggiare anche i profili migliori.

Inoltre, quasi la metà dei candidati lamenta una totale assenza di feedback dopo i colloqui. Il silenzio dei recruiter è diventato una delle principali fonti di frustrazione.

Non solo, con l’aumento degli annunci online cresce anche il timore di imbattersi in offerta false o comunque poco trasparenti.

Intelligenza artificiale: nemica o alleata?

Il 2026 è l’anno in cui l’intelligenza artificiale entra prepotentemente nei processi di selezione. Qui l’opinione è spaccata:

  • Per il 44%, l’IA è un’opportunità. Può eliminare i pregiudizi umani e rendere i primi step della selezione più oggettivi
  • Per il 46%, invece, è un ostacolo. C’è il timore che un algoritmo possa scartare profili validi solo perché non dettati nel modo giusto, rendendo il processo freddo e impersonale.

 

Come affrontare le sfide del futuro

Nonostante le difficoltà, le opportunità non mancano. La cosa importante è avere le competenze giuste. Il mercato sta premiando chi sa muoversi in tre ambiti chiave:

  • STEM: scienza, tecnologia e ingegneria restano il passaporto per il lavoro sicuro
  • Project Management: la capacità di gestire la complessità è molto richiesta
  • Transizione Verde: gli specialisti HSE (Health, Safety & Environment) e gli esperti di sostenibilità sono le figure più richieste dalle aziende che vogliono rimanere competitive.

 

Conclusione

Cambiare lavoro nel 2026 richiede coraggio e, soprattutto, strategia. Non basta inviare CV a pioggia, serve puntare sull’aggiornamento costante e imparare e utilizzare le nuove tecnologia senza però perdere il tocco umano.



LinkedIn
Whatsapp
LASCIA UN COMMENTO
Acconsento al trattamento dei miei dati personali in conformità alle vigenti norme sulla privacy. Dichiaro di aver letto e accettato l'informativa sulla privacy
INVIA COMMENTO