Il 2026 si prospetta come un anno di grandi opportunità per chi punta a una carriera nella Pubblica Amministrazione. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha infatti delineato una strategia di reclutamento che punta a inserire oltre 6.000 nuove figure professionali nei propri organici. Non si tratta solo di una necessità legata al naturale turnover del personale, ma di un vero e proprio piano di modernizzazione per rendere l’ente più agile e vicino ai cittadini.
I profili ricercati: dai funzionari agli assistenti
La diversificazione è la parola chiave di questa nuova ondata di concorsi. Il piano industriale dell’Istituto prevede l’inserimento di circa 4.500 funzionari, figure destinate ad attività di consulenza, gestione e presidio dei processi core dell’ente.
Accanto a loro, verranno reclutati oltre 1.500 assistenti, che andranno a ricoprire ruoli operativi fondamentali per il funzionamento quotidiano delle sedi territoriali. Questa suddivisione permette di aprire le porte sia a candidati in possesso di laurea, sia a chi ha un diploma di scuola secondaria superiore, ampliando notevolmente la platea dei potenziali partecipanti.
Una nuova visione per la previdenza italiana
Dietro i numeri delle assunzioni si nasconde un progetto più ampio. L’INPS sta attraversando una fase di profonda trasformazione digitale e organizzativa.
L’inserimento di nuove leve serve a garantire che l’istituto possa gestire con efficienza le crescenti sfide legate al welfare, alle pensioni e al sostegno al reddito.
L’obiettivo dichiarato è quello di potenziare l’area della consulenza e ridurre i tempi di attesa per l’utenza, rendendo i servizi sempre più accessibili e smart.

Requisiti e modalità di selezione
Sebbene per i dettagli tecnici sarà necessario attendere la pubblicazione dei bandi ufficiali in Gazzetta Ufficiale e sul portale InPA, le linee guida sono già tracciate. Per i ruoli di funzionario sarà richiesto il possesso di una laurea, con indirizzi che solitamente spaziano dall’area giuridico-economica a quella umanistica o tecnica.
Per gli assistenti, invece, il requisito fondamentale rimarrà il diploma. Le selezioni dovrebbero seguire l’iter semplificato ormai consolidato per i concorsi pubblici, con prove scritte basate su quiz a risposta multipla e, in alcuni casi, una fase orale per valutare le competenze trasversali e la conoscenza delle lingue.
Come prepararsi alla sfida
Data la portata dei bandi, la concorrenza sarà certamente elevata. Il consiglio per gli aspiranti candidati è quello di iniziare a monitorare i canali ufficiali e riprendere in mano le materie fondamentali che caratterizzano da sempre i concorsi INPS: diritto amministrativo, diritto del lavoro, legislazione previdenziale ed elementi di diritto costituzionale. Iniziare lo studio con anticipo permette di arrivare alla pubblicazione dei bandi con una base solida, pronti a focalizzarsi solo sulle specifiche materie indicate nelle prove.
In conclusione, il piano assunzioni 2026 rappresenta una delle occasioni più rilevanti degli ultimi anni per chi cerca stabilità lavorativa e vuole contribuire al funzionamento di uno dei pilastri dello Stato sociale italiano. Un’opportunità da cogliere al volo per trasformare le proprie ambizioni in una solida realtà professionale.