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La strategia di Dan Schulman, CEO di PayPal, per investire nella salute finanziaria dei dipendenti

MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE 2020 | Lascia un commento
Foto La strategia di Dan Schulman, CEO di PayPal, per investire nella salute finanziaria dei dipendenti
Scritto da Stefania Pili

Essere lavoratori soddisfatti significa creare performance migliori e di qualità. Fortunatamente, specialmente negli ultimi anni, le aziende dimostrano un'attenzione maggiore nel campo degli investimenti nel welfare aziendale: grazie a una conoscenza più approfondita dei benefici che una buona qualità della vita sul lavoro può portare in termini di efficienza e produttività, il mercato del lavoro sta cambiando in positivo, anche se, purtroppo, non tutti i datori di lavoro si comportano allo stesso modo.

Ma in quale misura la salute finanziaria dei lavoratori incide nella produttività e nella qualità di un'azienda? Specialmente in un momento in cui il mondo sta attraversando una delle più complicate crisi economiche dell'ultimo secolo?

 

Per approfondire: “Benefit aziendali: cosa sono e perché sono così preziosi per i dipendenti

 

Il benessere nel lavoro ai tempi del Covid-19

I cambiamenti di quest'anno sono stati davvero rapidi e difficili da assimilare. Ancora oggi la pandemia da Covid-19 miete le sue vittime tra chiusure e debiti vari, innescando però, allo stesso tempo, un processo di maggiore consapevolezza rispetto all'incertezza finanziaria, ai problemi logistici, di produzione e a quelli legati all'organizzazione generale. Tra tutti questi disagi c'è anche la situazione sempre più pesante e problematica dei dipendenti e della loro salute psicologica. Si pensi a chi, ogni giorno, rischia la vita (come gli operatori sanitari), a chi vive di benefit occasionali da casa, a chi ha perso definitivamente il lavoro e a chi cerca di rimettersi in carreggiata con tutte le sue forze. E c'è anche chi, le forze, le ha praticamente esaurite.

Anche chi ha ancora il privilegio di avere un lavoro, purtroppo, è costretto a vivere in isolamento con un innalzamento dei livelli di stress e con minore concentrazione e produttività. Ora, più che mai, il datore di lavoro deve restare aggiornato sulle condizioni di salute del suo dipendente e assisterlo in modo adeguato, qualora ci fosse la necessità.

La crisi non fa che aggravare i disturbi mentali e, secondo il Journal of American Medical Association (JAMA), grandi epidemie e calamità sono "quasi sempre accompagnate da un aumento di depressione, disturbo post traumatico da stress, disturbi da uso di sostanze" e molti altri disordini a livello comportamentale e psicologico. Lo stress da pandemia inizia a dilagare, secondo gli esperti e, in base un sondaggio condotto da Ginzer, azienda specializzata in servizi di assistenza psicologica on-demand, a causa del Covid-19:

  • il 91% dei dipendenti che lavora da casa ha riferito di aver provato stress, da moderato a estremo;

  • l'88% dei lavoratori ha riferito di aver provato stress, da moderato a estremo;

  • il 69% dei lavoratori ha dichiarato che questo è il momento più stressante nell'arco della propria carriera professionale, inclusi eventi importanti come gli attacchi terroristici dell'11 settembre, la grande recessione del 2008 e altri;

  • il 62% dei lavoratori ha riferito di aver perso almeno un'ora al giorno in termini di produttività a causa dello stress legato al COVID-19, mentre il 32% ha perso più di due ore al giorno.

È difficile prevedere quanto durerà ancora la circolazione del virus. Di certo, i problemi legati anche e soprattutto all'aspetto finanziario incerto, avranno effetti disastrosi sull'economia globale, se non adeguatamente trattati.
 

Leggi anche: “5 consigli per sfruttare il lockdown in modo utile e produttivo per chi cerca lavoro

 

La strategia di Dan Schulman

Dan Schulman, Ceo di Paypal, società di pagamento digitale e di trasferimento di denaro tramite Internet, a questo proposito, ha commissionato un'indagine per comprendere quanti dei suoi dipendenti fossero a corto di risorse finanziarie: “Ero quasi sicuro che la risposta sarebbe stata, No, non lo siamo, perché stai pagando così bene', ha dichiarato Schulman al summit virtuale JUST 100 di Forbes. Questo perché una ricerca interna aveva appurato che gli stipendi del personale erano pari o superiori ai tassi di mercato.

I risultati, però, hanno evidenziato una realtà diversa da quella prevista: “In tutti i nostri call center e tra i nostri dipendenti entry-level, più di 10.000 persone all’interno di PayPal, due terzi della base di dipendenti, ha lottato per sbarcare il lunario. È stato un grande campanello d’allarme per me”, ha riferito Dan Schulman.

Paul Tudor Jones II, gestore di fondi hedge miliardari, ambientalista e filantropo, ha indagato sulle società pubbliche più responsabili, e ha osservato che: “L’elemento numero uno di ciò che rende un’azienda giusta è una paga e un tenore di vita dignitoso”. Nella sua ricerca sono stati intervistati migliaia di americani per comprendere quali fossero i fattori più importanti nella definizione di un comportamento aziendale corretto.

Cosa ha fatto, quindi, il presidente e amministratore delegato di Paypal? Nell'ottobre 2019 ha ridotto del 60% il costo per i dipendenti dell'assistenza finanziaria, ha dato a tutti i lavoratori del capitale in azioni PayPal, ha aumentato gli stipendi e ha lanciato un programma di educazione finanziaria per incoraggiare il risparmio. Azioni che pare siano costate decine di milioni di dollari.

In seguito, Paypal ha condotto un altro sondaggio per capire quale impatto avessero avuto le azioni di modifica aziendale: “I dipendenti erano quattro volte più coinvolti e tre volte meno propensi a lasciare l’azienda - non c'è da meravigliarsi dato che il morale più alto crea una forza lavoro che serve meglio i clienti e porta a migliori ritorni per gli azionisti”, ha dichiarato Schuman.

Nel corso dei mesi, le azioni di PayPal sono aumentate di quasi il 90%, raggiungendo un valore di mercato di 235 miliardi di dollari: “Questa idea che realizzare un profitto e avere uno scopo come azienda siano in contrasto tra loro è fondamentalmente sbagliata - in realtà penso che se non hai uno scopo come azienda, non vedi i tuoi lavoratori come la tua risorsa più preziosa e riduci al minimo la tua redditività”.

 

Per essere pronti a risolvere i problemi di salute finanziaria (e non solo) dei lavoratori, occorre creare una cultura risolutiva dei dati. È necessario porre al primo posto il benessere mentale dei dipendenti e aiutarli, affinché possano diventare più resilienti e con una probabilità maggiore di adattarsi al cambiamento. In questo senso, le metriche relative al comportamento dei dipendenti, sfruttando appieno la potenza dei dati, possono rappresentare un valido indicatore dello stato di salute mentale. Un punto di partenza fondamentale per poterla migliorare e darle, oltre che la priorità, un'importanza strategica indispensabile.

 

Per approfondire: “Deloitte lancia INWI: un nuovo indice per misurare il benessere dei dipendenti



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