Le 10 frasi da eliminare subito dal tuo CV (se vuoi essere assunto). Molte persone che stanno cercando lavoro commettono lo stesso errore: utilizzano frasi generiche, automatiche, che sembrano corrette ma che in realtà non comunicano nulla di concreto. E in un mercato competitivo, dove i recruiter dedicano pochissimi secondi alla prima lettura di un curriculum, ogni parola può fare la differenza.
In questo articolo vediamo insieme le 10 frasi da evitare nel CV, perché rischiano di penalizzare la tua candidatura e cosa scrivere al loro posto per rendere il tuo curriculum più forte, più credibile e più efficace.
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È probabilmente la frase più usata in assoluto. Il problema? È generica. Non dimostra nulla. Meglio fare così: sostituisci le qualità con un risultato concreto.
Esempio efficace: “Ho gestito un portafoglio clienti di oltre 50 aziende, aumentando il tasso di rinnovo del 18%.” I recruiter cercano fatti, non aggettivi.
Anche questa è una formula standard che non aggiunge valore. Chiunque può scriverlo. Pochi lo dimostrano. Meglio scrivere: “Responsabile della gestione delle trattative commerciali con clienti B2B, con chiusura del 70% delle proposte presentate.” Dimostrare è sempre più efficace che dichiarare.
Le aziende cercano persone collaborative, è vero. Ma questa frase non basta. Alternative migliori:
“Collaborazione con un team di 6 persone nel lancio di una nuova linea di prodotto, concluso nei tempi previsti.” Specificare il contesto rende la competenza credibile.
Molti candidati inseriscono questa frase pensando di aumentare le possibilità. In realtà può trasmettere un senso di urgenza o insicurezza. Se vuoi comunicarlo, puoi farlo nella lettera di presentazione o durante il colloquio. Nel CV è superfluo.
Oggi questa frase è considerata obsoleta. I recruiter sanno che possono chiedere referenze se necessario. Non serve specificarlo. Eliminandola guadagni spazio prezioso per informazioni più strategiche.
Termini come “buona” o “ottima” sono soggettivi. Meglio utilizzare parametri oggettivi. Esempio più efficace: “Inglese livello C1, Certificazione IELTS.” “Excel avanzato, utilizzo di tabelle pivot e macro.” Essere specifici aumenta la tua credibilità.

È una frase che non dice nulla su cosa stai cercando davvero. Se vuoi inserire un obiettivo professionale, fallo in modo concreto. Esempio: “Professionista marketing con 3 anni di esperienza nel digital advertising, interessato a ruoli di performance marketing in aziende e-commerce.” Chiarezza = maggiore possibilità di match.
Il nome dell’azienda può avere valore, ma il CV deve parlare di te. Non basta dire che l’azienda era importante. Devi spiegare cosa hai fatto tu. Meglio scrivere: “Gestione campagne Google Ads con budget mensile di 20.000€, ottimizzando il ROAS del 25%.” Il focus deve essere sui risultati.
Non è necessario indicarlo. La data è implicita nella candidatura. Meglio utilizzare lo spazio per inserire competenze tecniche o soft skill realmente rilevanti.
Con l’attuale normativa sulla privacy (GDPR), questa dicitura non è più obbligatoria nel CV. Molti candidati la inseriscono ancora per abitudine, ma non è richiesta. Anche qui: spazio recuperato = spazio strategico.
Quando un recruiter legge un curriculum, si pone tre domande:
Questa persona ha le competenze richieste?
Ha ottenuto risultati concreti?
È adatta a questo ruolo specifico?
Le frasi generiche non rispondono a nessuna di queste domande. Un curriculum efficace deve essere:
Specifico
Orientato ai risultati
Chiaro
Personalizzato per l’offerta
Se stai cercando lavoro oggi, la competizione è alta. Ogni parola deve lavorare a tuo favore.
Ecco una regola semplice ma potentissima:
Trasforma ogni qualità in un esempio concreto.
Trasforma ogni compito in un risultato.
Trasforma ogni frase generica in un dato misurabile.
Invece di scrivere: “Responsabile vendite”, scrivi: “Responsabile vendite con incremento del fatturato del 22% in 12 mesi.” Il secondo esempio cattura l’attenzione. Il primo no.
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