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Previsioni per il futuro: cosa ne sarà della nostra economia?

VENERDÌ 22 MAGGIO 2020 | Lascia un commento
Foto Previsioni per il futuro: cosa ne sarà della nostra economia?
Scritto da Stefania Pili

Covid-19: il nuovo nemico dell'economia mondiale. E diciamocelo chiaramente, il mondo sta cambiando in modo talmente repentino e inaspettato che quasi non ci si rende ancora conto realmente. Una pandemia improvvisa, una chiusura quasi totale delle attività commerciali, una crisi economica unita a un'emergenza sanitaria drammatica. L'Italia sta cercando di rialzarsi dopo un lungo lockdown che non ha risparmiato nessuno; ma tutti sappiamo che dopo questa crisi, tutto cambierà. Ora ci si pone di fronte a svariate incertezze, vista anche la pandemia ancora in corso: il commercio mondiale sta calando drasticamente (10% in meno dal 2009) e in Italia si assiste a una diminuzione del Pil dell'8%, tra i dati peggiori a livello globale.

Nonostante tutto, occorre rialzarsi tra le migliaia di difficoltà, impiegando tutti i mezzi a disposizione. Le imprese non devono chiudere, questa deve essere la prima regola per la ripartenza, ma questo deve accadere solo grazie allo sforzo del governo di sostenere la liquidità colpita dalla crisi. Un'impresa che cade è una perdita inestimabile di capitale umano e fisico che si trasforma in un danno irreparabile per il Paese. Esse necessitano ovviamente di misure di sostegno a fondo perduto e di un rafforzamento del proprio capitale per saldare tutti i debiti. Ma non solo: occorre anche rinnovarsi e investire nei giovani per affrontare il futuro, cercando di non rimanere indietro. Nel contesto europeo, ciò che potrebbe fare la differenza in Italia è il settore manifatturiero e l'industria farmaceutica.

Leggi anche: “Cercare lavoro dopo il Covid-19: come reinventarsi e migliorare”

 

Alcune previsioni per l'Europa

Secondo la commissione europea per l'Economia, ci sarà un calo del PIL del 7,4% nell'Unione Europea e del 7,7% nell'eurozona. Crescerà inevitabilmente il tasso di disoccupazione e il conseguente debito pubblico. Tra i paesi maggiormente colpiti ci sono la Grecia e l'Italia anche se, è previsto un recupero già dalla seconda metà del 2020. La situazione complessiva potrebbe risultare ancora più positiva con l'arrivo del vaccino e di un ritorno alla normalità.

 

Come ci si immagina la ripresa globale

Secondo un sondaggio condotta da BoFa (Bank of America) tra i gestori globali, appena il 15% riesce a immaginare una ripresa immediata, al contrario, più lunga e complessa. Il 52% degli operatori di mercato si aspetta una ripresa non immediata ma anticipata da una fase di assestamento, durante la recessione, prima che l'economia torni a cresce concretamente. Il 22% degli investitori, invece, pensa che ci saranno due forti ondate ribassiste, seguite poi dai recuperi. In questa fase ci potranno essere delle ricadute da non sottovalutare.

 

Prospettive per i lavoratori e le imprese

Secondo una nuova pubblicazione dell'Agenzia delle Nazioni Unite, si prevede una riduzione delle ore lavorate nel mondo del 6,7% nel secondo trimestre del 2020, equivalenti a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. Inoltre, sono circa 1,25 miliardi di lavoratori ad alto rischio a causa dei licenziamenti e delle riduzioni dei salari e dell'orario di lavoro. Sia per per gli uomini che per le donne ci saranno diverse perdite, soprattutto quelli a reddito medio-alto. I settori più a rischio sono quelli della ristorazione, della vendita al dettaglio e degli alloggi. Dall'analisi, emerge il bisogno di adottare misure integrate e su larga scala che possano reggersi su quattro pilastri: sostenere le imprese, l'occupazione e il reddito; stimolare l'economia e l'occupazione; proteggere i lavoratori; instaurare un dialogo sociale tra governi, datori di lavoro e lavoratori per trovare soluzioni concrete alla crisi. Ma queste soluzioni devono essere trovare a livello globale, perché se un Paese fallisce, allora falliscono anche gli altri. Solo adottando misure efficaci si possono limitare gli impatti della crisi e attenuare le relative cicatrici.

Vedremo come procederà questa graduale ripresa economica. Oltre alle misure di sostegno, ai bonus e via dicendo, occorre recuperare una fiducia reciproca, stabilendo una maggiore comunicazione da parte del governo nei confronti dei cittadini. Ci si augura poi, che la pandemia si arresti definitivamente, in modo da continuare la ripresa in maniera serena e senza alcun impedimento.

 

Per approfondire: “Smart working post Covid-19: cosa accadrà a manager e dipendenti?



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