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Stipendi medi in Italia: quali sono i settori più redditizi?

MARTEDÌ 17 AGOSTO 2021 | Lascia un commento
Foto Stipendi medi in Italia: quali sono i settori più redditizi?
Scritto da Stefania Pili

Quali sono gli stipendi medi in Italia? Quali sono i settori più redditizi che consentono un tenore di vita più alto? Jp Salary Outlook, analisi condotta dal portale JobPricing, risponde a queste e ad altre importanti questioni riguardo al quadro salariale in Italia e le eventuali differenze con il resto dell'Europa.

Lo studio fornisce una graduatoria retributiva dei 36 paesi membri: in generale, gli stipendi in Italia risentono fortemente delle conseguenze della pandemia da Covid-19, che ha provocato perdite retributive a causa del calo dell'occupazione e delle ore perse. Inoltre, i salari si posizionano al nono posto nella classifica europea, dopo Francia e Germania che vantano, però, compensi netti più alti. Nel 2020, infatti, le retribuzioni annue lorde si sono fermate, contando che la cifra media lorda è stata pari a 29.222 euro e nel 2019 era 29.235 euro.

L’Italia, inoltre, si caratterizza per una distribuzione salariale molto squilibrata. Un dirigente e un CEO guadagnano rispettivamente 4 volte e 9,7 volte di un operaio. Dal punto di vista regionale, invece, i lavoratori del Nord Italia percepiscono salari superiori in tutte le qualifiche contrattuali, sebbene i trend siano favorevoli per il Sud e le Isole. In cima alla classifica delle regioni con gli stipendi al top compare Lombardia (31.392€) seguita dal Trentino Alto-Adige e dal Lazio.

 

Per approfondire: “Quali sono le professioni più pagate? Ecco le lauree che permettono di guadagnare di più”

Gli stipendi in Italia

Dall'analisi dei vari settori professionali, è emerso che il banking e i servizi finanziari detengono le retribuzioni migliori, all'ultimo posto, invece, si piazza l'agricoltura. A crescere notevolmente dal 2015 al 2020, ci sono i settori Horeca (+9,8%) e banche e servizi finanziari (7,3%), mentre sono in calo farmaceutica e biotecnologie (-3,8%) e settore navale (-4.7%).

Inoltre, se nelle grandi imprese si guadagna in media il 41,5% in più rispetto alle microimprese, ad aumentare è anche il Gender Pay Gap rispetto al 2019: in base ai dati Eurostat, infatti, l’Italia si posiziona al 17° posto su 24 stati in Europa. Dall'analisi, emerge anche che la laurea garantisce un vantaggio competitivo notevole in termini di carriera e stipendio.

Ecco la classifica completa:

  1. Servizi finanziari: 41.864 euro;

  2. Utilities: 32.162 euro;

  3. Industria di processo: 31.109 euro;

  4. Industria manifatturiera: 30.290 euro;

  5. Commercio: 28.555 euro;

  6. Servizi: 27.983 euro;

  7. Edilizia: 26.494 euro;

  8. Agricoltura: 23.795 euro.

 

Per quanto riguarda lo stipendio mensile netto (su 13 mensilità), in media si hanno questi dati:

  • 4.487 euro – dirigente;

  • 2.636 euro – quadro;

  • 1.681 euro – impiegato;

  • 1.469 euro – operaio;

La retribuzione media in Italia si posiziona al al 9° posto su 17, tra Francia e Spagna, molto distante dal Lussemburgo, dove la retribuzione media è più del doppio; In Germania, la retribuzione media è superiore di 11mila euro lordi mentre in Francia si guadagna mediamente 8.700 euro in più all’anno. La retribuzione annuale lorda media del dipendente italiano, nel 2019, è stata di 29.352 euro. Si evince, naturalmente, che vi sono differenze marcate tra dirigenti, quadri, impiegati e operai.

Su 14 mensilità di stipendio, il percepito medio netto di un operaio è di 1.364 euro, quello di un impiegato 1.561 euro, quello di un quadro 2.447 euro e quello di un dirigente 4.167 euro.

Chi lavora in imprese di grandi dimensioni guadagna mediamente di più rispetto ai dipendenti delle piccole imprese: dai 25.876 euro percepiti da dipendenti di aziende con meno di 10 dipendenti, ai 36.608 euro medi rilevati in aziende con oltre 1.000 dipendenti. I dati confermano anche per il 2019 una disparità di genere nelle retribuzioni in Italia, aumentata di oltre un punto percentuale. Gli uomini guadagnano in media oltre 3mila euro in più delle donne (i dirigenti donna nel settore privato sono appena il 16% del totale).

Tra gli altri fattori che incidono sulla differenza retributiva, troviamo:

  • l’età, al crescere dell’età aumenta la retribuzione (25-34 anni: Ral 25.818 euro; 45-54 anni: Ral 31.252 euro; 35-44 anni: Ral 28.967 euro);

  • il livello di istruzione: la laurea paga di più, la differenza è del 44%. La Ral media dei laureati è di 39.787 euro, mentre quella dei non laureati è di 27.662 euro. Chi ha anche un master di II livello può contare su una retribuzione pari a 47mila euro.

 

Consulta anche: “Soddisfazione, rispetto e credibilità: quali sono le aziende dove le donne sono più felici di lavorare?


Divario tra nord e sud e potere d'acquisto

Gli stipendi medi al nord sono superiori al sud, a prescindere dalla qualifica contrattuale (a parte Roma). Le motivazioni scaturiscono dalla presenza di più grandi aziende e multinazionali che richiedono profili manageriali di alto livello. Tra le altre ragioni il costo della vita, più basso al Sud e nelle isole, e il tasso di lavoro “sommerso” che è maggiore al Sud e che fa abbassare il livello dei salari regolari. Per quanto riguarda il Centro Italia, invece, a Roma l’alta concentrazione di multinazionali private e di manager del settore pubblico fa salire i dati dei salari medi, soprattutto per i profili dirigenziali. Ecco la classifica:

 

  • Ral media Nord: 30.276 euro;

  • Ral media Centro: 29.075 euro;

  • Ral media Sud e isole: 26.473 euro.


I dati rivelano che la Ral media a Milano è 34.022 euro, mentre a Roma è 31.042 euro. Dall’analisi risulta che la regione in cui si guadagna di più è la Lombardia, con una Ral media di 31.446 euro, quella in cui si guadagna di meno è la Basilicata, con 24.308 euro. Ecco la classifica per Regione degli stipendi più alti in Italia nel 2019. Questa è la classifica completa:

  1. Lombardia;

  2. Trentino Alto Adige;

  3. Emilia Romagna;

  4. Liguria;

  5. Piemonte;

  6. Veneto;

  7. Friuli Venezia Giulia;

  8. Valle D’Aosta;

  9. Lazio;

  10. Toscana

  11. Marche;

  12. Umbria;

  13. Abruzzo;

  14. Campania;

  15. Puglia;

  16. Molise;

  17. Sicilia;

  18. Sardegna;

  19. Calabria;

  20. Basilicata.


Inoltre, nel primo semestre del 2019, il potere d’acquisto dei lavoratori italiani è calato rispetto al 2018 (fatta eccezione per i dirigenti). Dal 2019, infatti, i prezzi sono aumentati più delle retribuzioni. Per i lavoratori italiani non è solo lo stipendio a rendere le loro vite soddisfacenti: i benefit e il welfare aziendale rappresentano una parte fondamentale nella loro vita lavorativa. I dirigenti sono i principali percettori di benefit come smartphone, carta di credito, auto aziendali, rimborso spese viaggio, buoni pasto e ristoranti convenzionati, coperture mediche, fondi pensione, acquisti agevolati, nido aziendale e borse di studio per i figli.

 

Leggi anche: “Quali saranno le lauree e i settori più richiesti dal mercato nei prossimi 5 anni?



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