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Test Medicina e professioni sanitarie: cosa cambia per accedere all'Università

GIOVEDÌ 30 GIUGNO 2022 | Lascia un commento
Foto Test Medicina e professioni sanitarie: cosa cambia per accedere all'Università
Scritto da Stefania Pili
A partire da settembre cambierà la struttura delle prove di ingresso per accedere alle facoltà scientifiche a numero chiuso, come Medicina, Veterinaria e altre professioni sanitarie.

 

Test Medicina e professioni sanitarie: cosa cambia per accedere all'Università. In base al decreto firmato recentemente, per accedere a determinate facoltà ci saranno meno domande di cultura generale e più quesiti relativi a biologia, fisica, chimica e matematica. La prova avrà un totale di 60 domande. Andiamo a scoprire, nel dettaglio, in cosa consisterà.

 

Leggi anche: “Quali sono le Università che aiutano a trovare lavoro più facilmente

Nuova struttura

Gli aspiranti studenti in medicina si dovranno preparare a una nuova struttura dei testi d'ingresso con meno domande di cultura generale e di logica e più quesiti di biologia, chimica, fisica e matematica, quindi maggiori approfondimenti sulle materie disciplinari. Pertanto, i quesiti si cultura generale saranno sostituiti da quiz di ragionamento logico e ragionamento numerico.

Il decreto è stato pubblicato dal MUR, con tutte le indicazioni sulle modalità di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di medicina, odontoiatria, veterinaria e professioni sanitarie per l'anno accademico 2022/2023.

I test si svolgeranno nella prima metà di settembre: saranno formati da 60 domande a risposta multipla. Tra le altre novità, le prove dal 2023 saranno di tipo TOLC, Test Online CISIA, test per chi vorrà iscriversi a un corso di laurea, che richiede una valutazione delle conoscenze iniziali prima dell’iscrizione, a seconda del corso di laurea scelto. Sarà come un percorso, che può essere iniziato già al quarto anno delle scuole superiori, studiando con corsi online gratuiti preparati proprio dalle Università, accompagnati anche da prove di autovalutazione che potranno essere ripetute per ottenere il risultato migliore. I test potranno essere fatti anche chi ha già ottenuto il diploma e per due volte l’anno. Il candidato potrà utilizzare il punteggio migliore ottenuto nell'arco del biennio, per poi partecipare al concorso di ammissione al corso di laurea che desidera.

Inoltre, resterà il numero programmato, di conseguenza non sarà eliminato il numero massimo di iscritti, che non sarà inferiore ai 1.450 posti dello scorso anno.

 

Per approfondire: “Al via la doppia iscrizione ai corsi di laurea: cosa cambierà

La struttura e le date

La prova d'ingresso del 2022 prevederà 60 domande con un'articolazione differente rispetto a quelle fornite negli anni precedenti:

  • 4 quesiti di competenze di lettura e conoscenze acquisite durante il percorso di  studi;

  • 5 di logica e risoluzione di problemi;

  • 23 di biologia;

  • 15 di chimica;

  • 13 di matematica e fisica.


In precedenza le domande erano 12 di cultura generale, 10 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica e 8 di fisica e matematica.

Come si calcola il punteggio? Sotto questo punto di vista non ci saranno cambiamenti. Il punteggio massimo è di 90 punti con i seguenti criteri di valutazione:

  • 1,5 punti per ogni risposta esatta;

  • – 0,4 punti per ogni risposta errata;

  • 0 punti per ogni risposta non data.


Il tempo a disposizione sarà di 100 minuti. Per il 2022, come già accennato in precedenza, non si ha ancora la certezza dei posti disponibili, anche se è stato già confermato che non si potrà scendere sotto la soglia dei 14.500 posti.

Le date finora confermate sono le seguenti:

  • martedì 6 settembre: medicina e odontoiatria in lingua italiana;

  • giovedì 8 settembre: veterinaria;

  • martedì 13 settembre medicina e odontoiatria in lingua inglese;

  • giovedì 15 settembre professioni sanitarie.

 

Saranno comunque fornite le indicazioni più precise con le specifiche giornate e le sedi universitarie dove avranno luogo i vari test d'ingresso.

 

Consulta anche: “Non solo lavoratori stagionali: mancano anche medici, farmacisti e biologi



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