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Diploma in mano e poi? Cosa fare dopo la maturità 2026 tra lavoro, ITS e università

VENERDÌ 12 GIUGNO 2026 | Lascia un commento
Foto Diploma in mano e poi? Cosa fare dopo la maturità 2026 tra lavoro, ITS e università
Scritto da Stefania Pili

Tra pochi giorni si parte con la prima prova, e in bocca al lupo. Ma diciamoci la verità: per molti maturandi l'ansia vera non è il tema di italiano. È la domanda che arriva subito dopo, quella che zii e conoscenti fanno a raffica già da Natale: "E poi che fai?"

Se non hai ancora una risposta, respira. Non sei indietro, non sei l'unico, e soprattutto non esiste una risposta giusta uguale per tutti. Esistono però dati concreti su come funzionano le tre strade principali, lavorare subito, iscriversi a un ITS Academy, andare all'università, e conoscerli aiuta parecchio a decidere con la propria testa invece che per sentito dire.

Vediamoli insieme, senza tifare per nessuna squadra.

 

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Strada numero uno: lavorare subito

Partiamo da quella che spesso viene raccontata come la scelta di ripiego. Spoiler: non lo è, o almeno non sempre.

Il mercato del lavoro italiano ha fame di diplomati, soprattutto tecnici. Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, le imprese italiane faticano a trovare circa il 43% dei profili che cercano, e tra gli operai specializzati la difficoltà sale al 55%, con punte oltre il 70% per meccanici, manutentori e fabbri. Tradotto dal linguaggio dei report: ci sono aziende che cercano persone e non le trovano. Se hai un diploma tecnico o professionale e voglia di imparare un mestiere, le porte aperte esistono davvero.

C'è però un dato che devi conoscere prima di decidere, perché pesa sul lungo periodo. Il Rapporto Annuale ISTAT 2026 dice che il tasso di occupazione in Italia è dell'85,3% tra i laureati, del 74,6% tra i diplomati e del 56,1% tra chi ha solo la licenza media. Il diploma ti mette in una posizione decisamente migliore rispetto a chi si è fermato prima, ma la differenza con chi ha continuato a studiare resta, e tende ad allargarsi negli anni, anche sugli stipendi.

Lavorare subito conviene quando hai già chiaro il settore che ti piace, quando c'è domanda reale di quel mestiere nella tua zona, o quando hai bisogno di indipendenza economica adesso. Ed è una scelta che non chiude nulla: studiare da lavoratore è faticoso ma si può fare, e tanti lo fanno.

 

Strada numero due: gli ITS Academy (quella che in pochi conoscono)

Ecco la strada di cui a scuola, probabilmente, ti hanno parlato poco o niente. Ed è un peccato, perché i numeri sono i migliori di tutto il sistema formativo italiano.

Gli ITS Academy sono percorsi post-diploma di due o tre anni, alternativi all'università, costruiti insieme alle aziende: tanta pratica, laboratori, e stage lunghi che spesso si trasformano direttamente in un contratto. Si studia meccatronica, informatica, energia, agroalimentare, moda, turismo, logistica, biotecnologie.

I dati arrivano dal monitoraggio nazionale di INDIRE per il Ministero dell'Istruzione e del Merito: l'84% dei diplomati ITS trova lavoro entro dodici mesi dal titolo, e nel 93% dei casi si tratta di un lavoro coerente con quello che ha studiato. Non un lavoro qualsiasi per sbarcare il lunario: il lavoro per cui si è formato.

E c'è di più. Le stime Excelsior dicono che le imprese italiane cercano circa 120mila diplomati ITS, ma ne risultano introvabili il 57,3%, la percentuale di "introvabilità" più alta tra tutti i titoli di studio, più alta perfino di quella dei laureati. Significa una cosa semplice: chi esce da un ITS, in questo momento storico, se lo contendono.

Il rovescio della medaglia? I posti sono limitati, le selezioni esistono, e l'offerta non è distribuita in modo uniforme sul territorio. Vale la pena guardare quali fondazioni ITS operano nella tua regione e in che settori, prima dell'estate.

 

Strada numero tre: l'università

La strada classica, quella che la maggior parte delle famiglie italiane considera ancora "la" scelta. E i dati, in effetti, le danno parecchie ragioni.

Lo abbiamo raccontato in dettaglio nell'articolo sul Rapporto ISTAT 2026: la laurea resta il titolo che protegge di più. Occupazione più alta, retribuzioni migliori nel corso della carriera, perfino una speranza di vita più lunga. E in Italia i laureati scarseggiano, siamo al 31,6% tra i 25-34enni contro il 44,1% della media europea, quindi chi si laurea entra in un mercato dove il suo titolo è merce rara. Excelsior stima che le imprese cerchino 670mila laureati, e che più della metà sia difficile da trovare, con punte oltre il 70% negli indirizzi chimico-farmaceutico e sanitario.

Però, e questo va detto con onestà, l'università è un investimento che funziona se lo porti a termine e se scegli con criterio. Tre, cinque, a volte più anni senza stipendio, con costi che pesano sulle famiglie. La scelta del corso conta tantissimo: le lauree STEM e sanitarie hanno sbocchi quasi garantiti, altre richiedono più pazienza e più strategia nella costruzione del proprio percorso.

La domanda da farti non è "l'università conviene?", in media sì, i dati sono chiari. È: "questo specifico corso, per me, in questo momento, è la scelta giusta?"

E se non lo sai ancora? Va bene lo stesso

Una cosa che nessuno dice abbastanza ai diciottenni: si può anche decidere con calma.

Un anno di lavoro dopo il diploma non è un anno perso. È un anno in cui guadagni, capisci come funziona il mondo reale, e magari scopri cosa ti piace davvero, o cosa non sopporti, che è altrettanto prezioso. Le iscrizioni all'università e agli ITS riaprono ogni anno; la possibilità di cambiare idea non scade con la maturità.

Quello che invece conviene evitare è il limbo: né studio, né lavoro, né un piano. Se la decisione grande ti blocca, parti da una piccola: un lavoro estivo, uno stage, un colloquio anche solo per provare. Muoversi aiuta a capire; stare fermi no.

 

Tre domande per orientarti (più oneste dei test attitudinali)

Prima di scegliere, prova a risponderti con sincerità:

Quanto ti pesa studiare ancora? Non in teoria: davvero. Se l'idea di altri cinque anni sui libri ti spegne, forse un ITS, due anni, tanta pratica, è il compromesso intelligente. Se invece studiare ti piace, l'università resta l'investimento con il ritorno più alto.

Cosa c'è intorno a te? Guarda il territorio: che aziende ci sono, che figure cercano, che ITS esistono nella tua regione. Una scelta perfetta sulla carta ma scollegata dalla realtà che hai intorno è meno perfetta di quanto sembri.

Di cosa hai bisogno adesso? Indipendenza economica subito, o possibilità di investire ancora qualche anno? Non è una domanda di ambizione, è una domanda di situazione. E le situazioni cambiano: la scelta di oggi non è una condanna a vita.

 

Intanto, l'estate è tua

Qualunque strada sceglierai a settembre, i mesi estivi sono un'occasione: un lavoro stagionale dopo la maturità ti fa guadagnare, ti mette nel CV la prima esperienza vera e ti dà materiale concreto per decidere.

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In bocca al lupo per la maturità. Il dopo, visto da vicino, fa molta meno paura.

 

Leggi anche: “Lavori notturni ben pagati nel 2026: quali sono, quanto guadagni in più e come trovarli

 

Fonti: INDIRE — Monitoraggio nazionale ITS Academy 2025, realizzato su incarico del Ministero dell'Istruzione e del Merito (84% di occupati a 12 mesi dal diploma, 93% di coerenza tra studi e occupazione); ISTAT — Rapporto Annuale 2026 (tassi di occupazione per titolo di studio; quota di laureati 25-34 anni Italia vs UE); Unioncamere/Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali — Sistema Informativo Excelsior (fabbisogno di 670mila laureati e 120mila diplomati ITS, difficoltà di reperimento per titolo di studio e profilo professionale).



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