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Gli errori più frequenti durante un colloquio di lavoro: cosa evitare per ottenere maggiore successo

MARTEDÌ 10 SETTEMBRE 2019 | Lascia un commento
Foto Gli errori più frequenti durante un colloquio di lavoro: cosa evitare per ottenere maggiore successo
Scritto da Stefania Pili

Ci siamo, è arrivata la telefonata che vi espone l’esito della vostra candidatura, quella per cui speravate fino in fondo di essere contattati. Ebbene, siete stati convocati alla fase successiva della selezione… Il fatidico colloquio di lavoro! Ok, piccola pausa per esultare ed essere soddisfatti del proprio lavoro ma poi panico… Il tempo è davvero limitato e occorre prepararsi al meglio per fare colpo sui recruiters e ottenere il lavoro tanto sognato. Al giorno d’oggi, ricevere un feedback positivo a un curriculum o una lettera di presentazione non è un fattore di poco conto, la concorrenza infatti è sempre maggiore e chi risponde agli annunci o si candida spontaneamente cresce a dismisura. Se siete stati richiamati dall’azienda vuol dire che il primo step è stato superato sì, ma serve ben altro per fare breccia nel cuore del selezionatore e centrare l’obiettivo. Quindi perché non prepararsi al meglio e cogliere al volo questa fortunata occasione?

 

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Ovviamente ci deve essere un’organizzazione meticolosa per il colloquio di lavoro, quindi non sottovalutatelo o non fate l’errore di dare per scontate le vostre competenze. 

 

Ecco quindi gli errori più frequenti da evitare durante un colloquio di lavoro:

 

  • Stringere la mano in maniera debole: uno dei biglietti da visita della vostra presentazione è proprio la stretta di mano, che deve essere sempre forte (ma non troppo), vigorosa e sicura. In questo si dimostra una maggiore sicurezza in sé stessi, incrementando le opportunità di fare una buona impressione. Non deve risultare inoltre né troppo frettolosa né troppo energica: un consiglio è di tenere i piedi di fronte all’interlocutore senza guardare le mani ma cercando lo sguardo dell’altro. Ovviamente le mani devono essere perfettamente pulite, asciutte e curate. 

 

  • Presentarsi con amici o familiari: un errore molto diffuso soprattutto tra i più giovani e inesperti che non sanno ancora come affrontare i primi colloqui di lavoro. Succede spesso anche a chi non è più così giovane ma non ha nessun tipo di esperienza lavorativa alle spalle o è rimasto all’interno di un’azienda così tanti anni che non sa più come destreggiarsi. In ogni caso, farsi accompagnare dalla mamma, da un amico o dal proprio fidanzato è indubbiamente un errore da evitare poiché risulta essere sintomo di immaturità e poca sicurezza: il lavoro deve esulare dalla vita privata e pertanto entrambi devono essere separati il più possibile, specialmente in questi frangenti.

 

  • Sapere poco sulle caratteristiche dell’azienda: una delle domande più gettonate durante un colloquio di lavoro è chiedere al candidato informazioni riguardo l’azienda o le ragioni per le quali si è scelto di presentarsi per quel posto di lavoro. Se non avete né effettuato una ricerca o non vi siete minimamente preoccupati di conoscere almeno di quali beni o servizi tratti l’azienda in questione beh… Meglio prepararsi a non essere presi in considerazione! Questo denota infatti scarso interesse per l’impiego e poca affidabilità. Meglio informarsi in anticipo tramite il sito o le pagine social dell’azienda e porre anche quesiti interessanti per dimostrare curiosità e coinvolgimento.

 

Consulta anche: “le 6 domande trabocchetto più gettonate durante un colloquio di lavoro: quali sono e come affrontarle

 

  • Abbigliamento non adeguato: un altro biglietto da visita che dice molto su di voi e la vostra personalità. L’abito non fa il monaco, è un detto risaputo, ma presentarsi in maniera disordinata o troppo casual con jeans e t-shirt con scritte non appropriate tanto per fare un esempio, non aiuta di certo a creare una buona aspettativa. Vi sono sicuramente tante altre occasioni per indossare vestiti e accessori più vistosi. Puntate piuttosto sul classico accostamento giacca e camicia (se richiesto dal ruolo anche la cravatta) o un tailleur formato da gonna, pantalone e giacca. Se siete indecisi, con questa mise non potrete di certo sbagliare!

 

  • Parlare e porre domande in maniera eccessiva: dimostrarsi interessati e appassionati all’azienda e al possibile ruolo da ricoprire è senz’altro da apprezzare, ma parlare ininterrottamente per un interminabile lasso di tempo è considerato inappropriato e poco professionale. Il recruiter non vuole conoscere tutta la vostra vita quindi occhio a non divagare e a evitare di rispondere in modo preciso e conciso a una domanda che vi viene posta. L’essere logorroici può procurare fastidio e potrebbe essere inteso sia come sintomo di troppa autostima, sia come tentativo di celare la propria insicurezza. 

 

  • Parlare in modo negativo del precedente lavoro (e annesso capo): c’è chi desidera cambiare lavoro, c’è chi è stato licenziato o chi ha terminato il proprio contratto, in ogni caso un’altra domanda frequente che viene posta a un colloquio è: “Come mai hai deciso di cambiare lavoro?” Oppure: “Come ti trovavi nel tuo precedente impiego?”. In questi casi meglio sorvolare su eventuali licenziamenti o su possibili litigi con capi o colleghi, bensì citare solo gli aspetti positivi di quell’esperienza. Nel primo caso si darà l’impressione di avere poco rispetto ed educazione. Non dimenticate poi che i vostri ex datori di lavoro possono essere amici o comunque conoscenti del vostro potenziale nuovo capo quindi evitate in generale qualsiasi tipo di lamentela o risentimento! Il selezionatore potrebbe pensare che possa succedere nuovamente con la nuova realtà alla quale vi state proponendo. 

 

  • Mentire, non avere punti deboli: spesso vengono posti dei quesiti che riguardano le debolezze del candidato, in generale i pregi e i difetti che l’aspirante impiegato crede di possedere. Alcuni candidati rispondono di non avere punti deboli, di essere praticamente invincibili in tutto, altri fanno un elenco di finti difetti, ad esempio essere troppo esigenti, precisi o dediti al lavoro: ecco, quanto potrebbero risultare impossibili e supponenti queste risposte alle orecchie dei recruiters? Anche qua si pecca sicuramente di inesperienza e ingenuità, tutti infatti abbiamo dei difetti e mentire o affermare di non averne non fa che diminuire le possibilità di risultare affidabili e professionali. Se vi viene chiesto il grado di conoscenza di un determinato software, ma in verità non sapete nulla a proposito, meglio essere sinceri e dire che sarà una delle prime cose che vorrete imparare se sarete assunti, in modo da risultare sia sinceri che positivi. 

 

  • Scarso o eccessivo contatto visivo: evitare di guardare negli occhi il selezionatore può essere sintomo di disinteresse da parte del candidato. Viceversa, anche il contatto eccessivo potrebbe risultare sgradevole. Per molti può essere un fattore scaturito dalla timidezza, quindi in questi meglio “allenarsi” a fare delle simulazioni di colloquio con un amico o un familiare. Ad ogni modo, l’ideale in sede di colloquio è mantenere lo sguardo del vostro interlocutore per risultare più sicuri e convinti delle proprie competenze e peculiarità.

 

  • Porre subito domande inerenti paga e ferie: spesso le questioni legate alla retribuzione e ai vari benefici vengono totalmente ignorate da chi sta tenendo il colloquio. Questo non deve essere tuttavia un pretesto per portare il discorso su quegli aspetti ancor prima di discutere su altre tematiche come competenze e background. Gli aspetti economici possono essere discussi in tutta tranquillità alla fine del colloquio magari in modo gentile e professionale, senza che diventi il fulcro della discussione: puntare troppo sulla paga potrebbe farvi apparire eccessivamente legati ai soldi e poco interessati al lavoro vero e proprio. 

 

Con questi consigli speriamo di avervi offerto un valido supporto per prepararvi nel migliore del modi a un colloquio di lavoro. Con la speranza che possiate trovare l’impiego dei vostri sogni (o quasi) vi auguriamo un grosso in bocca al lupo!

 

P.s: ricordate di visionare le numerose offerte di lavoro presenti sul portale di App Lavoro e provate a candidarti, l’occasione giusta magari è proprio dietro l’angolo ;)

 

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