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Green pass obbligatorio sul posto di lavoro: quali sono le nuove regole?

VENERDÌ 03 SETTEMBRE 2021 | Lascia un commento
Foto Green pass obbligatorio sul posto di lavoro: quali sono le nuove regole?
Scritto da Stefania Pili

Dal 1° settembre 2021, 3,5 milioni di lavoratori sono obbligati ad avere il green pass. Gli interessati sono i dipendenti nei settori dell'istruzione e della sanità: 1,9 operatori sanitari e 1,6 milioni circa di operatori scolastici.

Entrando più nello specifico, l'obbligo vaccinale sussiste per medici e infermieri, mentre, per docenti, personale Ata e presidi, l'obbligo è di avere il green pass; questo significa che chi non si è vaccinato ha la possibilità di mostrare il certificato di tampone negativo che, tuttavia, rimane valido solo per 48 ore.

Diverso è invece il discorso per chi opera nel settore dei trasporti a lunga percorrenza (treni, navi, aerei e autobus), in cui non vi è nessuna prescrizione a proposito, come riportato nel decreto legge 6 agosto 2021 n. 111. La normativa riguarda, infatti, solo ed esclusivamente i passeggeri.

Ma cosa accade a chi non si vuole vaccinare? Esistono dei provvedimenti specifici a riguardo? Vediamo nel dettaglio tutte le ultime novità riguardo green pass, lavoro e possibili licenziamenti.

 

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Si può licenziare un no-vax?

La situazione non è ancora chiarissima. In base a quanto riferisce la Corte Europea dei diritti umani, il licenziamento dei no-vax potrebbe essere possibile, ma a condizione di introdurre l’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori. Con la legislazione vigente, infatti, non è possibile applicare il licenziamento in modo diretto, ma adottare solo alcuni provvedimenti indiretti, ad esempio, cambio di mansione, trasferimento in altro settore, sospensione dalla retribuzione, che possono poi portare all’allontanamento del dipendente no-vax.

In questi giorni, infatti, si parla di estendere l’obbligo di Certificazione verde Covid 19 a tutti i dipendenti pubblici. L'intento è anche quello di ridurre lo smart working e riportare i lavoratori in ufficio, così da garantire dei servizi ancora più efficienti ai cittadini.

Viceversa, si valuta il modello ibrido nel settore privato, un po' da casa e un po' in ufficio, specialmente nelle grandi aziende che hanno investito sulle tecnologie. Questa cosiddetta modalità mista è stata presa in considerazione sopratutto dalle banche, come Intesa Sanpaolo e Unicredit, e aziende di telecomunicazioni come Telecom, Windtre, Vodafone, Ericsson e Open Fiber.
 

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I settori dove si richiede il Green Pass

Ora cosa succede ai lavoratori dei settori pubblici e privati in Italia? In quali reparti è obbligo avere il green pass e in quali no? Vediamoli nel dettaglio.

 

Settore ristorazione

In questo caso vi è un un gran bel paradosso: il green pass, infatti, non è obbligatorio per il titolare e i dipendenti dei ristoranti, ma lo è per i clienti che decidono di consumare all'interno del locale. Inoltre, sempre e solo per i clienti, il green pass è d'obbligo se si pranza o si cena al ristorante al chiuso, ma non lo è se si tratta di una struttura ricettiva e ci si vuole dormire. Ma se il ristorante dell’hotel è aperto al pubblico esterno, allora serve per tutti (anche per chi dorme nella struttura ricettiva).

 

Settore trasporti

Dal 1° settembre è scattato l'obbligo di green pass solo per i passeggeri ma non per i lavoratori. Anche qua vige una situazione paradossale visto lo stretto contatto tra passeggeri e lavoratori del settore. Ma non è finita qua: il green pass serve per aerei, navi e treni di lunga percorrenza, ma non per i trasporti regionali. Tuttavia, è previsto a breve un obbligo di green pass anche per i lavoratori.

 

Settore istruzione

Dal 1° settembre tutto il personale scolastico deve avere la certificazione verde. La sanzione per la violazione di questo obbligo è la sospensione del rapporto di lavoro senza retribuzione, dopo il quinto giorno di assenza per mancanza del green pass. Anche in questo caso, però, si evidenziano delle contraddizioni: l'obbligo di green pass vale per i docenti ma non per gli alunni fino alle scuole superiori, che possono non avere green pass per via dell’età, ma adottare le misure di prevenzione dal contagio. Gli studenti universitari, invece, potranno frequentare i corsi solo se dotati di carta verde.

 

Settore sanità

In questo settore vige già da tempo l'obbligo vaccinale per i medici, gli infermieri e il personale sanitario. Anche in questo caso, non è previsto per i pazienti e per chi risulta esentato dalla campagna vaccinale per motivi di salute. Serve sicuramente più sicurezza, specialmente in un settore come quello della sanità. Staremo a vedere come evolverà la situazione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

 

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