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Pensione Opzione Donna 2022: come funziona e quali sono i requisiti

VENERDÌ 19 NOVEMBRE 2021 | Lascia un commento
Scritto da Stefania Pili

Opzione donna 2022: nel testo finale della Manovra sparirà  l'innalzamento della soglia anagrafica per la pensione anticipata delle lavoratrici. La Manovra prevede infatti, un'estensione al 2022 del provvedimento che permette alle donne di uscire prima dal mondo del lavoro.

Le donne, quindi, potranno ancora andare in pensione prima. Il requisito anagrafico dovrebbe rimanere fermo a 58 anni anche per il 2022,, sempre con il vincolo del ricalcolo in configurazione interamente “contributiva” dell’assegno pensionistico.

Per chi si avvale di questa possibilità, sarà possibile andare in pensione con un minimo di 58 anni di età, 59 anni nel caso di lavoratrici autonome (i requisiti dovrebbero cambiare a opera della legge di Bilancio 2022, in base a quanto previsto nel Ddl di Bilancio). Per la pensione Opzione donna, i requisiti non si limitano comunque all’età o al minimo di 35 anni di contribuzione: le condizioni per accedere al trattamento sono numerose, alcune esplicitate dalla legge che disciplina questa tipologia di pensione, altre previste in quanto applicate alla generalità delle pensioni di anzianità e anticipate.

 

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Bozza modificata ma stessi requisiti

Opzione Donna sarà prorogata per un anno ma con i requisiti attuali. Lo prevede l'ultima bozza della Manovra che proroga i termini vigenti per l'anticipo pensionistico delle donne al 31 dicembre 2021, ed entro il 28 febbraio 2022. Nel testo della bozza della legge di Bilancio si legge:

"All’articolo 16 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, al comma 1, le parole «31 dicembre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021» e, al comma 3, le parole «entro il 28 febbraio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 28 febbraio 2022».

 

Quali sono i requisiti riguardo all'età? E a chi spetta?

Opzione donna prevede la pensione a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici autonome, come imprenditrici e partite Iva.

L'Inps dichiara che le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi: 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti; 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

 

Quale calcolo contributivo occorre effettuare?

Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma. Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico. Di conseguenza, chi vuole andare in pensione anticipatamente deve aver almeno raggiunto i 35 anni di contributi. La pensione è liquidata esclusivamente con le regole di calcolo del sistema contributivo.

 

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Pensione anticipata anche con l'Ape

Esiste un'ulteriore opportunità per andare in pensione prima: l'Assegno di pensione anticipata (Ape), già previsto per alcune categorie di lavori gravosi. Si tratta di un assegno che viene corrisposto a determinate categorie fino a quando non raggiungono i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata.

 

Chi riguarda l'Ape?

Dipendenti pubblici e privati, autonomi e lavoratori iscritti alla gestione separata (escluse le casse previdenziali private) in stato di difficoltà. Si parla di lavoratori disoccupati senza Naspi, lavoratori che assistono il coniuge, un genitore o un figlio con handicap grave, invalidi civili e lavoratori impiegati in settori considerati gravosi o usuranti.

 

Quali sono i requisiti e gli importi per l'Ape?

Occorrono 63 anni di età anagrafica e 30 anni di anzianità contributiva. In questo modo le donne hanno un ulteriore riduzione dei tempi, ottenendo uno sconto di sei mesi sull’anzianità contributiva per ogni figlio (per un massimo di quattro figli).

L'indennita' è pari al valore lordo della pensione maturata al momento della richiesta dell’Ape, entro un massimo di 1.500 euro lordi mensili.

Come fare domanda per la pensione Opzione Donna

Per effettuare la domanda servono le credenziali di accesso (SPID o Carta nazionale dei servizi) per poter compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi online sul sito dell'Inps, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Una volta scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA”, occorre selezionare in sequenza:
per la pensione anticipata c.d. opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.
Devono essere selezionati, in tutti e tre i casi, il Fondo e la Gestione di liquidazione.

La domanda può essere presentata anche tramite i Patronati e gli altri soggetti abilitati all'intermediazione delle istanze di servizio all’INPS o, in alternativa, può essere presentata utilizzando il servizio del Contact center telefonico INPS.

 

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